• LA RIFLESSIONE

L'era dell'uomo senza virilità: ecco i risultati

Il livello di testosterone nella popolazione maschile sta precipitando di anno in anno. Meno testosterone, meno fertilità e fecondità. Tutto questo spiega, almeno in parte, il crollo demografico. Se è vero «le nazioni sono formate dal fatto che hanno uno scopo da realizzare per il domani», queste nazioni hanno fallito, il loro scopo non verrà realizzato mai.

Il cantante Achille Lauro

Come abbiamo visto, la popolazione del mondo «occidentale» sta diventando sempre più stupida. Il fenomeno è rilevato a partire dalla metà degli anni Settanta e, anno dopo anno, diventa sempre più importante.

Se qualcuno volesse avere un’idea delle conseguenze di questo fenomeno, può dare un’occhiata al film Idiocracy (2006), diretto da Marc Judge. D’accordo, è una commedia demenziale hollywoodiana; ricordiamoci, però, che Arlecchino castigat ridendo mores, denuncia i costumi ridendo. Se pensiamo che questo fenomeno e le sue conseguenze siano preoccupanti… non abbiamo ancora visto niente.

È ormai acclarato che il livello di testosterone nella popolazione maschile sta precipitando di anno in anno; ormai le ultime generazioni hanno il testosterone di un uomo anziano. Non importa se la causa è lo stile di vita, l’alimentazione o l’inquinamento estrogenico nel quale siamo immersi (però noi ci occupiamo della CO2…). Non importa nemmeno se questa notizia rende felici le femministe e le ideologhe del gender (che, si sa, non esistono): meno testosterone, quindi meno «mascolinità tossica», meno violenza sulle donne, meno prevaricazione, più fiori nei vostri cannoni eccetera eccetera. Aggiungiamo anche che gli uomini sono sempre meno fertili e hanno sempre meno spermatozoi.

Tutto questo spiega, almeno in parte, il crollo demografico avvenuto negli ultimi decenni nei paesi ex-industrializzati (ma noi piangiamo per la sovrappopolazione, mi raccomando) fino a far ipotizzare una scomparsa di intere popolazioni (quella italiana sicuramente); e, insieme a loro, il fallimento del loro ruolo. Se è vero, come riteneva José Ortega y Gasset, che «le nazioni sono formate e tenute vive dal fatto che hanno uno scopo da realizzare per il domani», queste nazioni hanno fallito, il loro scopo non verrà realizzato mai.

Non solo. Se crediamo di vivere in un cosmo ordinato, retto dalla sapienza divina, il fatto che esistano gli uomini e che siano inzuppati di testosterone ha un senso. Io, ad esempio, ritengo che un senso ce l’abbia, che l’uomo sia fatto in questo modo per uno scopo ben preciso (che a me pare evidente). Ha un senso la sua struttura fisica pesante, muscolosa, forte e veloce; ha un senso la sua laconicità, il fatto che riesca a concentrarsi su una sola cosa per volta, che non esprima i suoi sentimenti tanto facilmente come le donne; che ogni tanto non pensi assolutamente a nulla (per le donne: giuro, è vero).

Hanno senso l’elevato livello di testosterone (in calo, come abbiamo visto), l’aggressività e la competitività. Non ha bisogno di essere ri-educato dalle donne: va bene così. Deve essere così per fare ciò che deve; anche se, nel mondo d’oggi, è sempre più impossibile. Se è così, allora non solo il compito delle nazioni ex-industrializzate resterà non realizzato; ma anche il compito di metà della attuale popolazione mondiale, il compito dell’uomo.

Quali conseguenza avrà questo fatto? Che futuro ci aspetta? Purtroppo, nessuna commedia demenziale ci può dare qualche indizio, viaggiamo nella nebbia senza fari. Cosa che, di per sé, è abbastanza inquietante.

Se, invece, riteniamo che il mondo sia retto da «il caso e la necessità», allora possiamo anche credere che l’uomo sia un errore causato da un difetto genetico (la mancanza di un pezzo del ventitreesimo cromosoma). Vedete un po' voi...

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