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LUTTO

La morte di Vittorio Messori, il più grande apologeta dei nostri tempi

È morto ieri sera nella sua casa di Desenzano sul Garda, il giornalista e scrittore che, con milioni di libri venduti in tutte le lingue, ha fatto crescere nella fede generazioni di cattolici. Ma il suo testamento vivente è una piccola chiesa costruita pezzo per pezzo nel terreno dell'abbazia di Maguzzano. È stato un grande amico e ispiratore della Bussola.

Ecclesia 04_04_2026

Fra pochi giorni avrebbe compiuto 85 anni, e invece ieri sera alle 21.10, al tramonto del Venerdì santo, il cuore di Vittorio Messori ha cessato di battere. Impossibile racchiudere in poche parole cosa abbia rappresentato Messori per la cultura cattolica, non solo italiana. Non per niente nella sua casa di Desenzano sul Garda le immagini delle copertine dei suoi libri, tradotti in decine di lingue, coprono diverse pareti.

Da quando pubblicò nel 1976 Ipotesi su Gesù, frutto di 12 anni di lavoro di indagine seguito alla sua fulminea conversione al cattolicesimo, Messori è diventato un punto di riferimento mondiale per la rinascita dell’apologetica: non una difesa d’ufficio della Chiesa, ma approfondimento serio e documentato delle ragioni della fede. Basterebbe leggere uno solo dei suoi libri per comprendere la serietà e l’amore alla Verità che lo muoveva. Non a caso il suo lavoro di ricerca personale ha riportato - e fatto crescere - alla fede tante persone.

Posso dire anche che senza di lui non ci sarebbe oggi la Bussola: non solo perché il suo stile è stato di esempio e stimolo per noi giornalisti cattolici della generazione successiva, ma perché ho potuto godere per diversi anni della sua amicizia fin dai tempi del mensile Il Timone, diretto da Gianpaolo Barra, di cui è stato il padre nobile. E da lì ha fortemente incoraggiato l’avventura della Bussola, offrendo anche per i primi anni la sua collaborazione, strappando del tempo prezioso ai suoi ultimi lavori concentrati soprattutto sulla figura di Maria e a quello che percepiva come il lavoro più importante del suo ultimo tratto di vita terrena: prepararsi alla morte, all’incontro con quel Cristo che tanto l’aveva affascinato.

In questo rientra certamente il grande impegno profuso per costruire la cappella della Madonna dell’Ulivo in mezzo agli ulivi che circondano l’abbazia benedettina di Maguzzano, che domina il Lago di Garda, oggi retta dai Poveri Servi della Divina Provvidenza, la comunità sacerdotale fondata da san Giovanni Calabria.

Nell’abbazia Messori aveva anche una stanza che era il suo ufficio personale dove ogni giorno si recava a lavorare e pregare. La Madonna dell’Ulivo è una chiesetta all’aperto, con dei muri che ricordano le architetture di Antoni Gaudì, costruita pezzo a pezzo mettendo insieme secondo un disegno che aveva bene in testa, oggetti sacri, antichi e moderni, che si fondono in un’opera armoniosa che esprime tutto l’amore a Cristo e alla Madonna di chi l’ha realizzata. Era una visita obbligata ogni volta che si andava a trovarlo ed era di un fascino irresistibile sentirlo spiegare ogni dettaglio di questa costruzione e l’origine e il motivo degli ultimi pezzi aggiunti.

Il mio rimpianto più grande è forse quello di non avere fatto in tempo a realizzare un video in cui Vittorio stesso spiegasse la chiesetta della Madonna dell’Ulivo, perché tutti potessero condividere il significato profondo di questa opera. Lo avrebbe voluto tanto anche sua moglie Rosanna Brichetti, ma purtroppo l’insorgere di problemi di salute e poi i problemi legati all’era del Covid, hanno reso impossibile il progetto. Evidentemente Dio aveva disposto altrimenti.
Resta però il fatto che se i suoi libri sono testimonianza della ragionevolezza della fede, seguendo la sua ricerca intellettuale, la chiesetta della Madonna dell’Ulivo rappresenta il culmine della sua esperienza spirituale, l’espressione carnale di un amore profondo: è il suo testamento vivente.

Ho nominato sua moglie Rosanna, non a caso. Tra pochi giorni, quel 16 aprile che è anche la data del compleanno di Vittorio nonché il giorno della nascita al cielo di Bernadette Soubirous, la veggente di Lourdes tanto amata da Messori, ricorrono i quattro anni dalla sua morte. È stato l’altro grande amore di Vittorio Messori, un matrimonio frutto di una storia unica, vagliata attraverso un cammino di sofferenza, ed esso stesso una testimonianza di fede. Proprio Rosanna lo ha voluto raccontare in un libro uscito nel 2018, Una fede in due – La mia vita con Vittorio. Ma era incontrandoli insieme, nella semplicità di una chiacchierata, che si percepiva quanto quel legame profondo in Dio fosse l’origine della libertà che vivevano e trasmettevano.

Indimenticabili quei pranzi fatti insieme – ovviamente dopo la visita a Maguzzano – loro due e io con mia moglie, sulle sponde del lago di Garda, in cui si parlava con semplicità della vita della Chiesa, del nostro lavoro e delle piccole e grandi cose della nostra vita quotidiana. Ciò che rendeva desiderabili e godibili questi momenti non era tanto ciò che si poteva imparare intellettualmente ma l’atmosfera che si viveva, che rendeva comprensibile l’esortazione di San Paolo ai Corinzi: «Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio».A futura memoria bisogna anche aggiungere che è proprio intorno a quei tavoli che è nata una collaborazione di Rosanna alla Bussola dedicata alla Madonna (articoli poi raccolti nel libro della Bussola De Maria numquam satis), e anche l’ispirazione per la Bussola mensile.

Sarebbe fin troppo scontato dire che la scomparsa di Vittorio Messori, dopo quella di sua moglie Rosanna Brichetti, lascia un grande vuoto nella cultura cattolica. In realtà la sua morte ci richiama al compito di proseguire, ognuno al suo posto, il lavoro da lui svolto nella scoperta appassionata giorno dopo giorno delle ragioni della fede.



INTERVISTA

Messori su Ratzinger: «Non ho mai conosciuto un uomo più buono»

31_12_2022 Riccardo Cascioli

In una intervista alla Nuova Bussola Quotidiana il celebre scrittore Vittorio Messori ripercorre la sua stretta amicizia con Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, nata con il libro intervista "Rapporto sulla Fede" che nel 1985 provocò un terremoto nella Chiesa. «Era il contrario dell'uomo chiuso e censore che hanno voluto dipingere, mai conosciuto persona più umile». «Sono certissimo che è andato in Paradiso, non pregherò per lui, ma pregherò lui per me». «E quell'incontro a tu per tu dopo la sua rinuncia...»
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INTERVISTA

Messori: alla Chiesa oggi mancano i fra Cristoforo

31_03_2020 Riccardo Cascioli

«Ci sono anche oggi preti capaci di gesti eroici, ma sono iniziative personali, non c'è quella mobilitazione del clero che ha caratterizzato la Chiesa durante qualsiasi pestilenza». «Abbiamo piuttosto la percezione di una Chiesa barricata, i cancelli che chiudono piazza San Pietro ne sono l'emblema». «La chiusura di Lourdes? Mi ha molto addolorato, è la prima volta nella storia, ma capisco che c'è un rischio concreto, non si può sfidare Dio». «Obbedire alle autorità civili è un dovere, se sono legittime e non vanno contro la fede; ma ciò non toglie che a certe condizioni le Messe si potrebbero celebrare». Sulla Chiesa ai tempi del coronavirus parla Vittorio Messori, lo scrittore cattolico più conosciuto al mondo.
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DALLA MADONNA DI LOURDES

Messori: "Bernadette? Impossibile non amarla"

Pochi giorni fa sono atterrate a Orio al Serio (Bergamo) le reliquie di Bernadette Soubirous, che nei prossimi mesi faranno il giro di trentaquattro diocesi italiane. Ebbene: che cosa viene a dirci oggi questa straordinaria santa? Lo chiediamo a Vittorio Messori che ci svela perché il messaggio della Madonna di Lourdes sia più attuale che mai. «In Bernadette vive la realizzazione più radicale del Vangelo. Se fosse qui? Vorrebbe che tutti guardassero alla Signora e al suo piano di Salvezza».

L'INTERVISTA

Messori: "Io, Wojtyla, Valls e le fumate sul tetto"

07_07_2017 Andrea Zambrano

Un incontro burrascoso, poi una complice amicizia fatta di prosciutti rinsecchiti e di fumate sui tetti. Vittorio Messori racconta il rapporto con Navarro Valls. "Tutto iniziò facendo arrabbiare lui e Wojtyla. Rifiutai un'intervista. Ma il Papa ricavò dalle mie domande Varcare la soglia della speranza, con lui regista". Classe e savoir vivre: ritratto di un cattolico fuori dai cliché. E un rammarico: "Un archivio sterminato di annotazioni che doveva diventare libro".

IL LIBRO

Messori, l'apologeta è vivo e lotta assieme a noi

04_06_2017 Rino Cammilleri

Ipotesi su Vittorio Messori, del musicista e scrittore Aurelio Porfiri, è un libro dedicato all'apologeta a noi ben noto. Di solito questi omaggi letterari vengono dedicati ad autori defunti o che hanno concluso la loro carriera. Ma Messori è vivo e lotta assieme a noi. E ha anche un paio di libri in cantiere che considera "dovuti ai lettori".