La Madonna e la pace in pericolo: Fatima è più attuale che mai
Ascolta la versione audio dell'articolo
Le memorie di suor Lucia ci ricordano che quello che la Madonna e Gesù chiesero nelle apparizioni a Fatima nel 1917 e poi a Pontevedra e Tui tra il 1925 e il 1929 (siamo nel cuore del centenario) è ancor più urgente oggi. A confermarlo, insieme a Benedetto XVI, sono i messaggi di Maria a Medjugorje nei mesi scorsi.
Il 13 ottobre 2026 non solo ricorre l’anniversario dell’ultima apparizione della Madonna a Fatima nel 1917 ai pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia, ma ci si avvicina anche al cuore del quadriennio in cui si celebra il centenario delle apparizioni a suor Lucia avvenute a Pontevedra nel 1925 e 1926 e a Tui nel 1929. A leggere i contenuti dei messaggi mariani, si comprende come sia urgente rispondere all’appello del cielo oggi.
Nel 2000 il cardinal Ratzinger firmò il commento teologico alla pubblicazione del terzo segreto di Fatima, spiegando che “(...) la parola chiave di questo ‘segreto’ è il triplice grido: ‘Penitenza, Penitenza, Penitenza!'”, pronunciato nella visione dall’angelo con una spada di fuoco che indicava la terra. La stessa richiesta che la Madonna aveva già fatto all’umanità tramite Bernadette Soubirous a Lourdes, il 24 febbraio 1858, quasi sessant’anni prima: “Penitenza! Penitenza! Penitenza! Pregate Dio per i peccatori! Bacerete la terra in espiazione dei peccatori!”. Dopodiché, la veggente si mise a mangiare fango ed erba amara come espiazione per i peccatori.
Ma se si leggono le memorie della veggente Lucia, in Lucia racconta Fatima, si rabbrividisce nel pensare all’oggi, dati i dolori che Maria e Gesù pativano già allora per la tiepidezza dei religiosi e del popolo. La situazione viene descritta come gravissima e foriera di sciagure. Scrive la religiosa dal convento di Tui nel 1941 al cardinale patriarca di Lisbona, Manuel Gonçalves Cerejeira: “Nostro Signore è tristemente amareggiato per i peccati del mondo e per quelli del Portogallo, si lamenta della mancanza di corrispondenza, della vita peccaminosa del popolo, in special modo della tiepidezza, indifferenza, e della vita troppo comoda della maggioranza dei sacerdoti, religiosi e religiose”. La veggente riportò poi al cardinale la richiesta di Dio di far fare penitenza anziché festeggiare il carnevale, altrimenti la sua nazione avrebbe subìto un castigo più grave di quello già previsto. Il castigo, chiarisce la veggente, non è una vendetta del Cielo, ma la conseguenza del male compiuto dall’uomo, che Dio permette per salvarlo se recalcitrante alla medicina della penitenza volontaria. La religiosa scrive, infatti, nel 1940 a padre Giuseppe Bernardo Gonçalves, circa il fatto che papa Pio XII tentennasse di fronte alla richiesta della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria, sottolineando che Dio sta approfittando “di questa occasione per punire con la sua giustizia il mondo di tanti delitti” per “prepararlo ad un ritorno più completo a lui”, dunque per salvarlo dalla dannazione eterna. In quella lettera si sottolinea nuovamente che “data la situazione in cui si trova il mondo, quello che vuole (Dio, ndr) sono anime che, unite a Lui, si sacrifichino e preghino”.
Per capire il concetto della riparazione come salvifica c’è una lettera del 1943 a Padre José Aparício da Silva, altra guida spirituale di suor Lucia, relativa ad un messaggio che Dio le aveva consegnato per i vescovi spagnoli, affinché avviassero una riforma tra popolo, clero e ordini religiosi, perché “desidera che si faccia capire alle anime che la vera penitenza che Lui adesso vuole ed esige, consiste prima di tutto nel sacrificio che ognuno deve imporsi per compiere i propri doveri religiosi e materiali (...) se i signori vescovi della Spagna non daranno retta ai suoi desideri, essa (la Russia, ndr) sarà ancora una volta la frusta con cui Dio li punisce”. Sono poi numerose le lettere in cui la veggente domanda da parte di Dio che il papa consacri la Russia al Cuore Immacolato di Maria affinché non scoppi la Seconda Guerra Mondiale e, successivamente, affinché si fermi, visto che la consacrazione non era ancora avvenuta. E quando lei stessa domanda a Gesù perché non converta comunque la Russia, Lui le risponde: “Perché voglio che tutta la mia Chiesa riconosca quella consacrazione come un trionfo del Cuore Immacolato di Maria, per estendere poi il suo culto (…) la devozione a questo Cuore Immacolato”. In diverse sue missive Lucia fa presente che sarebbe stata la pratica dei Primi cinque sabati del mese, in riparazione agli oltraggi commessi contro il Cuore Immacolato di Maria, a guarire il mondo, insieme al Rosario e alla penitenza.
Il ritardo della consacrazione e della diffusione di questa devozione non avrebbe impedito alla Russia di diffondere “i suoi errori”, come il Signore aveva predetto alla suora. È quindi significativo che nel 1981 (nove anni prima della caduta del regime comunista, durato 45 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale) la Madonna apparve a Medjugorje a sei ragazzini, figli di contadini della Bosnia ed Erzegovina, chiedendo digiuni, preghiere, conversione e penitenza al popolo per fermare la guerra che poi scoppiò nel paese nell’aprile del 1992. Anche qui Maria era venuta per fornire un’arma contro la guerra: “Vi chiamo - disse durante l’apparizione del 25 ottobre 1990, precedente alle prime avvisaglie di guerra - a pregare in modo speciale e ad offrire sacrifici e buone opere per la pace nel mondo. Satana è forte e con tutta la sua forza desidera distruggere la pace”. Questo in un momento in cui né i cittadini jugoslavi né gli osservatori internazionali si sarebbero aspettati un conflitto. Ma ancora, il 25 gennaio 1991, la Vergine continuò: “Satana è forte e desidera distruggere non sola la vita umana ma anche la natura e il pianeta (...) afferrate il Rosario (...) può fare miracoli”. Infine, il 27 giugno dello stesso anno scoppiò la guerra in Slovenia e Croazia. La Madonna il 25 luglio disse: “Desidero che voi capiate la serietà della situazione e che molto di quello che accadrà dipende dalla vostra preghiera, ma voi pregate poco (…) con serietà cominciate a pregare e digiunare”. Il conflitto si estese poi in tutta la Jugoslavia (la Bosnia ne fu epicentro con il conflitto più sanguinoso).
Proprio di recente, lo scorso 25 agosto, a Medjugorje la Vergine ha avvertito nuovamente che la pace “è in pericolo” mentre nei mesi precedenti aveva chiesto il digiuno. Il 25 settembre ha poi domandato “preghiera per la pace”, sottolineando che “come mai prima prego per voi”. Il che non sorprende se si pensa che la guerra è l’effetto del male dell’uomo sempre più lontano da Dio. Inoltre, se la pratica dei Primi cinque sabati, come spiegò Gesù a suor Lucia, era in riparazione alle bestemmie contro l’Immacolata, contro la sua verginità, contro la sua maternità divina, contro le sue immagini e all’opera di chi infonde pubblicamente nei piccoli l'indifferenza, il disprezzo o l'odio verso di lei, cosa dobbiamo pensare dell’oggi, in cui queste cinque offese sono per molti, anche all’interno della Chiesa, la norma? Perciò papa Ratzinger (nella foto concessa dall'archivio del Santuario di Fatima) nel 2010, proprio durante il suo viaggio apostolico in Portogallo, affermò che “si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”. Il pontefice poi chiarì che la Chiesa stava soffrendo per i peccati al suo interno e che la missione di Fatima sarebbe continuata finché l'umanità non avesse accolto l'appello alla penitenza. Sappiamo che i pastorelli, rispondendo alla Madonna che chiedeva loro di offrirsi per salvare le anime dall’inferno, fecero sforzi eroici, come privarsi di frequente di cibo e acqua o pungersi con le ortiche, sopportando con gioia ogni fatica e persecuzione e che il 13 settembre 1917 la Vergine disse loro: “Dio è contento dei vostri sacrifici”.
Ma perché l’amore a Maria e la riparazione sono così necessari oggi a Dio per salvare il mondo dalla sua distruzione? Lo ha spiegato padre Serafino Tognetti, autore del libro Giacinta e conoscitore di moltissime apparizioni mariane, rispondendo a chi cerca di “abbassare la figura della Madonna”: “Lei sotto la croce riceve il perdono di Dio per noi”, perciò di Lei “abbiamo bisogno per ottenere la misericordia”, per salvarci.
Fatima, quello che la Madonna ci chiede oggi
Il prossimo 13 ottobre saranno 100 anni esatti dalla sesta ed ultima apparizione della Madonna a Fatima. La Vergine Maria ricorda ai tre pastorelli il cuore della Sua venuta: "Convertitevi!". La lotta contro satana è con il Rosario in mano per la salvezza delle anime e dell'umanità intera. Ma il messaggio di Fatima, contro le potenze del male, è oggi più attuale che mai, ecco perché.
Da Fatima a Medjugorje: "Occorre convertirsi ora"
"L’anniversario di Fatima è ancora più importante oggi che nel 2017, quando è ricorso il suo centenario". E poi: "La profezia di Fatima non è ancora compiuta, ma i tempi sono maturi". Ancora: "Per comprendere le apparizioni ai pastorelli dobbiamo guardare a Medjugorje e al compiersi dei dieci segreti, che sono alle porte". Diego Manetti, mariologo di fama internazionale e autore del libro della Bussola "Perché appare la Madonna", ci aiuta a comprendere le profezie annunciate più di un secolo fa nella cittadina portoghese e come la Vergine Maria ci parli ancora oggi.
“Vi racconto Giovanni Paolo II e il suo legame con Fatima”
L’attentato del 13 maggio 1981, la decisione di conoscere il Terzo Segreto una ventina di giorni più tardi e la collocazione, un anno dopo, del proiettile nella corona della statua della Madonna di Fatima in segno di ringraziamento. In occasione della memoria liturgica dei santi Giacinta e Francesco Marto, la Bussola intervista monsignor Pawel Ptasznik, tra i collaboratori più stretti di Giovanni Paolo II negli ultimi dieci anni del suo pontificato.
È venerabile suor Lucia di Fatima, una vita per il Cuore di Maria
Riconosciute le virtù eroiche di suor Lucia, la veggente di Fatima che visse la sua chiamata alla santità fin da prima delle apparizioni. E con la sua intera vita ricorda alla Chiesa e al mondo la necessità di convertirsi a Dio, rifugiandosi nel Cuore Immacolato di Maria.
I primi sabati, la via per la pace indicata a Fatima
Quest’anno ricorre il centenario dell’apparizione (10 dicembre 1925) in cui la Madonna, facendo seguito a quanto preannunciato a Fatima, spiegò a Lucia l’essenza della devozione dei primi sabati del mese. Praticarla è la premessa per il trionfo del suo Cuore Immacolato e la pace.
«I racconti di mio nonno, amico dei pastorelli di Fatima»
«Mio nonno era amico dei tre pastorelli, soprattutto di Francesco, e dopo le apparizioni vide che il Rosario era diventato il centro della sua vita». La Bussola intervista Nuno Prazeres, che con l’Apostolato Mondiale di Fatima diffonde la preghiera cara a Maria e la devozione dei primi sabati, essenziali per la pace.
La statua della Madonna di Fatima, segno per la conversione
Realizzata dall’artista portoghese José Ferreira Thedim, la scultura fu benedetta il 13 maggio 1920 e posta, un mese più tardi, nella Cappellina delle Apparizioni. Una statua che richiama la missione del Cuore Immacolato di Maria: convertire il mondo.

