Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Norberto a cura di Ermes Dovico
Gerard van den Aardweg

La genesi dell'omosessualità

Lo psicologo van den Aardweg spiega che l'omosessualità nasce da un atteggiamento di autocommiserazione. Il maschio diventa idolo da cui ricevere approvazione.

Gender Watch 06_06_2026

Gerard van den Aardweg, psicologo e psicoterapeuta, nonché docente universitario, ha spiegato nel suo Omosessualità & speranza (Ares) la genesi dell’omosessualità in questi termini: «In primo luogo vediamo il protrarsi di modelli comportamentali infantili e puerili. […] La persona che soffre di questo complesso [l’infantilismo] ospita in sé uno specifico “bambino che si commisera”. […] Un secondo lineamento nevrotico è la tendenza alla propria commiserazione. […] Le sue lamentele possono consistere in qualsiasi cosa negativa: sensazioni di delusione, di essere lasciato solo, di essere incompreso, di mancanza di stima, di carenza d’amore, di disagio fisico, di dolori, e così via. […] Un’altra frequente caratteristica del nevrotico è un infantile desiderio di attenzione, di approvazione e di simpatia, oltre che una frequente spinta all’autoaffermazione. […] Un ultimo aspetto da rilevare è l’atteggiamento mentale egocentrico. […] Ogni sentimento di amore per le altre persone, basato su un genuino interesse per loro, viene bloccato da un nevrotico atteggiamento compulsivo incentrato su sé stesso. […]

I tipi di complesso d’inferiorità e le varianti del “bambino intimamente commiserante” sono innumerevoli. Uno di essi è il complesso d’inferiorità omosessuale. […] Il ragazzo si sente inferiore a paragone degli altri con riferimento alla loro qualità di ragazzi: resistenza, risolutezza, attitudini sportive, ardimento, forza o aspetto maschio. Una ragazza di sente inferiore a paragone di altre ragazze quanto alla propria femminilità negli interessi, comportamenti o aspetto fisico. […] Fondamentale in questo senso d’inferiorità è la consapevolezza di non appartenere realmente al mondo degli uomini o delle donne, di non essere uno dei ragazzi (uomini) o una delle ragazze (donne). […] In questo modo, i membri dello stesso sesso, e più specificatamente alcuni di essi, vengono idealizzati e persino idolatrati. […]

La penosa consapevolezza di essere diverso – in senso negativo – produce il desiderio di essere riconosciuti e apprezzati da quegli altri che sono stati idealizzati, per essere uno di loro. […] L’adolescente triste che si compassiona cerca soprattutto un contatto: comprensione, conforto, compassione, affetto. […] Il desiderio di un amico ammirato può raggiungere grande intensità. […] Egli può “innamorarsi” (in questo modo peculiare) di qualche compagno della sua età, spesso di un giovane un po’ più grande. […] E’ un desiderio di calore e di stima messo in moto dall’autocompassione, proprio nell’età in cui si sta svegliando l’orientamento sessuale. […] Egli vuol toccare e accarezzare gli oggetti della sua ammirazione ed essere da loro accarezzato, stare vicino a loro, intimizzare con loro, sentire la loro attenzione per lui e il loro calore. “Oh se mi amasse!”, anela il ragazzo. L’estensione naturale di questa necessità di calore e di amore è una bramosia erotica» (pp. 75-85)