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La storia

La colpa benedetta, il libro sulla Madonna rubata al Papa

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È stato pubblicato in italiano il romanzo La colpa benedetta. La Madonna di Kodeń rubata al Papa, che racconta la storia vera del furto di un’immagine miracolosa della Vergine Maria, sottratta alla Santa Sede nel XVII secolo da un aristocratico polacco e all’origine di un famoso santuario. Intervista alla traduttrice.

Cultura 12_09_2026

Il miracolo della guarigione, un giallo legato a un’immagine della Madonna rubata al Papa, la scomunica, il perdono, la nascita di un santuario mariano. Tutto questo si trova raccontato nel libro di una delle più importanti scrittrici di romanzi storici del Novecento polacco, Zofia Kossak Szczucka (1889-1968). Il libro, intitolato La colpa benedetta. La Madonna di Kodeń rubata al Papa, è stato tradotto in italiano e pubblicato nei giorni scorsi dalla casa editrice Ares.

Zofia Kossak Szczucka debutta nel 1922 con il romanzo Conflagrazioni. Tra gli altri suoi romanzi storici e religiosi più noti troviamo: Beatum scelus - La colpa benedetta (1924, la versione rivista è del 1953), La divina avventura (1935), Il Re lebbroso (1936). C’è poi il libro Dagli Abissi: memorie dal Campo (1946), che è il resoconto della sua esperienza di prigionia, lunga sette mesi, tra il 1943 e il 1944, nel campo di concentramento femminile di Birkenau.

L’edizione in italiano del romanzo La colpa benedetta, che racconta fatti realmente accaduti, si basa sulla traduzione dal polacco fatta da Marina Olmo. La Nuova Bussola l’ha intervistata.

Il personaggio principale della storia raccontata dalla Kossak è Mikołaj Sapieha. Chi era questo aristocratico polacco?
È un personaggio realmente esistito tra la fine del XVI e la prima metà del XVII secolo. Era voivoda (cioè governatore) di Minsk, di Brest e castellano di Vilnius, territorio del Granducato (o Confederazione) polacco-lituano. Il suo dominio si estendeva in un’area attualmente divisa tra Polonia, Bielorussia e Ucraina. Deputato al Sejm (Parlamento) della Confederazione polacco-lituana nel 1621 e successivamente membro del Tribunale lituano nel 1622, fu un fervente cattolico che contribuì personalmente alla costruzione di numerose chiese e monasteri, e per questo motivo gli fu dato il soprannome di “Pio”.

Come mai il principe Sapieha andò a Roma?
A causa di una malattia debilitante non meglio precisata, che nessun medico riusciva a curare e che continuava a peggiorare, i suoi consiglieri gli suggerirono di compiere un pellegrinaggio per chiedere la grazia della guarigione. Per questo motivo, non potendo recarsi in Terrasanta, in quanto le sue forze non glielo consentivano, si lasciò convincere a recarsi dal Successore di Pietro, a Roma.

Il principe Sapieha portò via con sé in Polonia un’immagine della Madonna. Com’è stato possibile?
Nel suo territorio, che aveva conosciuto il cristianesimo da un paio di secoli, insistevano sacche di paganesimo che lui era determinato a debellare. A seguito della sua guarigione chiese al cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII, di poter portare con sé l’immagine che aveva compiuto il miracolo, ritenendo che la potenza di questa immagine avrebbe convertito gli ultimi pagani rimasti. Avendo ricevuto un rifiuto da parte del cardinale Barberini a cui più volte aveva rivolto la richiesta, decise di corrompere il sacrista.

Quali furono le conseguenze di questo furto?
Il sacrista fu presto acciuffato e consegnato alla giustizia, mentre Mikołaj Sapieha fu scomunicato. Visse drammaticamente l’esperienza della privazione della grazia, ma questo non gli impedì di difendere la fede cattolica di fronte al Parlamento polacco-lituano che stava andando verso il protestantesimo.

Com’è finita la storia?
Preferisco non raccontare come finisce la storia, così da lasciare un po’ di curiosità all’eventuale lettore.

Che fine ha fatto l’immagine che Sapieha portò a Kodeń, cittadina di sua proprietà (oggi nell’est della Polonia, vicino ai confini con Ucraina e Bielorussia)?
La Madonna dell’immagine fu accolta come una regina, entrò in processione trionfante a Kodeń, dove le fu costruito un santuario. Attualmente è posta sull’altare centrale del Santuario di Kodeń. Durante la Seconda guerra mondiale questa immagine fu requisita dal governo comunista e portata a Czestochowa perché vi fosse custodita. Al termine della guerra, la Madonna di Kodeń fu di nuovo portata nel suo Santuario e la Santa Messa di ringraziamento per il suo ritorno fu celebrata dal cardinale principe Adam Sapieha, arcivescovo di Cracovia, pronipote di Mikołaj. Il cardinale Sapieha fu colui che accolse in seminario e ordinò sacerdote il giovane Karol Wojtyła, oggi san Giovanni Paolo II.

Perché bisognerebbe conoscere questa storia incredibile ma vera?
Intanto perché è una storia vera, documentata, che in Italia è totalmente sconosciuta. A me ha colpito molto il rapporto che questo nobile vive con l’immagine della Madonna che ha trafugato. Per lui è una presenza reale, non la ruba perché vuole un bene prezioso, ma perché vuole portare la Madonna al suo popolo. Inoltre c’è il tema della misericordia, esperienza che cambia il nobile in un vero pellegrino che impara a gustare la bellezza del dono della fede, con i cui occhi inizia a vedere tutto il creato.