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Islam

In Indonesia presi di mira i ristoranti non halal

Benchè non siano vietati, ci sono musulmani che si sentono offesi dalla presenza di locali che offrono carne di maiale e ne chiedono la chiusura

In Indonesia quasi il 90% della popolazione è musulmana. Su una popolazione di 288 milioni, i cristiani sono circa 30 milioni. Contro si sta registrando un aumento degli episodi di violenza, principalmente contro chiese, abitazioni e proprietà. Una forma di intolleranza che sembra diventare più frequente è quella contro i locali in cui si serve carne di maiale, un cibo, come è noto, considerato non halal, non conforme ai precetti dell’islam. A farne le spese ad agosto è stato un cristiano proprietario del “Warung Ajik Tondo”, un ristorante che propone piatti a base di carne di maiale, situato nel quartiere Tondo di Palu, nella provincia di Sulawesi Ovest. Per poter svolgere la sua attività, il cristiano aveva dovuto accettare delle condizioni: il consenso di almeno 30 famiglie residenti nel quartiere, la rimozione dell’immagine di un maiale dall’insegna del locale, l’apposizione sull’insegna della scritta “non halal” bene in vista, il divieto di lavorare carne di maiale e di detenere dei maiali vivi nella struttura e l’installazione di un sistema di smaltimento dei rifiuti per evitare che gli scarti alimentari fossero gettati in aree pubbliche. Tuttavia ad agosto sono iniziate le proteste. Decine di abitanti del quartiere hanno organizzato una manifestazione davanti al locale sostenendo che le condizioni concordate non erano state rispettate. In realtà quello che contestavano era la posizione del ristorante: lungo una strada molto trafficata e l’insegna secondo loro troppo vistosa per un quartiere abitato in maggioranza da musulmani. Inoltre il locale secondo i manifestanti è troppo vicino alle zone residenziali. Per tutti questi motivi la presenza del ristorante è “inquietante” per un musulmano. Discussioni e trattative sono tuttora in corso, ma la richiesta alle autorità è di far chiudere il ristorante. Chi difende le ragioni del proprietario del ristorante fa rimarcare che nelle vicinanze si trova un locale dove si pratica la prostituzione, nessuno però né privati né autorità se ne preoccupano. È andata peggio a un altro ristorante, il “Tepi Sawah Noddle and Pork”, nel villaggio di Parangjoro, nella provincia di Giava Centrale. Lì i mussulmani offesi dalla sua presenza, anche se in questo caso il locale si trova lontano da zone residenziali, sono passati alle vie di fatto. Il 12 settembre quattro persone che indossavano caschi e maschere hanno minacciato i guardiani notturni mettendoli in fuga e poi hanno dato fuoco al suo magazzino.