a cura di Anna Bono
  • Il governo Orban contro Soros

In discussione in Ungheria una legge per controllare le Ong

Le Nazioni Unite considerano la legge sull’immigrazione presentata in parlamento in Ungheria il 13 febbraio un “attentato ai diritti umani”, “una ingiustificata restrizione del diritto di libera associazione che si aggiunge ad altri preoccupanti provvedimenti che attaccano i diritti umani e lo spazio civile” e esortano pertanto il governo ungherese a rispettare la libertà di associazione. La legge in questione autorizza il ministro dell’interno a bandire le organizzazioni non governative che assistono gli immigrati qualora minaccino la sicurezza nazionale, rafforza i controlli sulle loro attività, già introdotti in precedenza con l’obbligo di registrazione, e ne limita il raggio d’azione. Inoltre impone una tassa del 25% sulle donazioni straniere. Secondo Rupert Colville, portavoce del Consiglio Onu per i diritti umani, il governo ungherese sbaglia a colpire le Ong in nome dell’interesse nazionale e in particolare ritiene che l’imposta farà diminuire le risorse delle organizzazioni e ne ostacolerà le raccolte di fondi compromettendo la capacità delle Ong di svolgere le loro attività e prestare i loro servizi. Il governo ungherese replica che la legge intende scoraggiare l’immigrazione illegale, che erode la stabilità europea. Il governo di Viktor Orban dice esplicitamente di voler contrastare il miliardario George Soros e il suo progetto di portare milioni di persone dall’Africa e dal Medio Oriente in Europa.