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LA SCHEDA

Il Papa in Guinea Equatoriale: Pil elevato e povertà estrema

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Il Paese che attende Leone XIV è una “cleptocrazia quasi perfetta”, dove la ricchezza è concentrata in poche mani. Specie quelle della famiglia che dal 1968 detiene il potere. Il primo presidente scatenò anche una persecuzione religiosa.
- L'ultimo giorno in Angola di Leone XIV: Cristo non è un gurudi Nico Spuntoni

Esteri 21_04_2026
LaPresse (AP Photo/Misper Apawu)

La Guinea Equatoriale è uno dei maggiori produttori di petrolio africani. La scoperta e lo sfruttamento dei giacimenti sono iniziati 30 anni fa. I suoi abitanti, meno di due milioni, dovrebbero essere tra i più ricchi, non del continente, ma del mondo. Invece i dati ufficiali indicano un tasso di povertà del 23,5%. Ma secondo stime indipendenti più del 70% della popolazione vive in realtà al di sotto della soglia di povertà e il 40% è in condizioni di povertà estrema. Questi dati contrastano con quelli relativi al Prodotto interno lordo pro capite, uno dei più alti del continente: 6.745 dollari nel 2024 (con in passato picchi di 15 e 18mila dollari), più del Sudafrica, meno soltanto del Gabon e di Mauritius.

La spiegazione ovviamente è che la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi cittadini. Lo è soprattutto in quelle della famiglia che dall’indipendenza, ottenuta dalla Spagna nel 1968, guida il Paese: prima con Francisco Macias Nguema, il primo presidente, e poi con Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, il nipote che lo ha  destituito nel 1979 con un colpo di Stato e tuttora detiene il potere, il che ne fa il capo di Stato africano in carica da più tempo.
Teodoro Nguema è anche uno dei leader africani più ricchi, con un patrimonio personale stimato in 600 milioni di dollari, secondo soltanto al re del Marocco. A giugno compirà 84 anni, un'età che la maggior parte dei suoi connazionali non si aspetta di raggiungere. La speranza di vita alla nascita in Guinea Equatoriale infatti è tra le più basse del mondo: 64 anni (il primato però è della Nigeria, il primo produttore di petrolio del continente, con addirittura 54 anni soltanto). Per capire la gravità di questo dato, si consideri che in Italia, ad esempio, è di 84 anni.

Alla povertà, nel determinare una speranza di vita così bassa, si aggiungono le carenze del sistema sanitario nazionale (2 medici ogni 10mila abitanti) e in generale servizi pubblici e infrastrutture inadeguati e insufficienti. Tutto dipende dal fatto che la famiglia Nguema si comporta come se la Guinea e le sue ricchezze fossero sua personale proprietà, ne dispone a propria discrezione e si appropria, insieme a una ristretta cerchia di cittadini, della maggior parte dei proventi derivanti dall’esportazione del petrolio. Per questo la Guinea Equatoriale è considerata una “cleptocrazia quasi perfetta”, con livelli di corruzione tra i peggiori del pianeta, e “uno Stato criminale”, secondo la definizione dell’economista britannico Geoffrey Wood, uno dei più attenti osservatori del Paese.

Nel 2016 Nguema ha nominato primo vicepresidente il figlio Teodoro Nguema Obiang Mangue, noto come Teodolin, per il quale nel 2012 aveva già appositamente creato la carica di secondo vicepresidente. Teodolin è anche capo della sicurezza nazionale ed è il suo successore designato, posto che riesca agli Nguema quello che altri leader africani prima hanno già fatto: rendere ereditaria la carica di capo dello Stato. È noto che Teodolin approfitta senza ritegno e freni della sua posizione, conducendo una vita lussuosa. Ha in giro per il mondo dimore sontuose che raggiunge sui suoi jet privati. Una delle sue abitazioni, da 100 milioni di dollari, è in Gran Bretagna. In avenue Foch a Parigi ha un palazzo.

Il presidente designato si concede dei capricci costosi. Colleziona auto Bugatti. Si dice che ne abbia più di 20, una parte delle quali parcheggiate in Svizzera. Qualche anno fa ha convinto suo padre a finanziare con una donazione di 3,5 milioni di dollari una scuola di samba, la Beija Flor, poi risultata vincitrice del carnevale di Rio. Ha però problemi con la giustizia, certo non del suo Paese. Il dipartimento di giustizia Usa lo ha accusato di sistematiche appropriazioni indebite ed estorsioni per il valore di 300 milioni di dollari. Nel 2014, in un accordo con il governo federale, Teodolin ha dovuto cedere una villa a Malibu del valore di 30 milioni di dollari, una Ferrari 599 GTO da 530.000 dollari e diverse statue a grandezza naturale di Michael Jackson, parte della sua collezione di oggetti legati al cantante tra i quali uno dei guanti, acquistato per 275mila dollari. Nel 2021 anche un tribunale francese lo ha condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di fondi pubblici. La corte ha disposto il sequestro di beni illeciti del valore di 150 milioni di euro e una condanna a tre anni di prigione con sospensione della pena.

Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza il presidente della Guinea Equatoriale lo scorso giugno. Durante l’incontro si è molto parlato del contributo della Chiesa cattolica in campo educativo e sanitario. Circa il 90% degli abitanti della Guinea Equatoriale sono cristiani. I cattolici sono tra il 71 e l’88%. Tra il 1968 e il 1979 furono vittime di persecuzione. Macias Nguema nel suo delirio di onnipotenza voleva essere riconosciuto come capo supremo religioso. Ordinò che prima di ogni messa i sacerdoti gli rendessero grazie e che in ogni chiesa fosse affissa una sua fotografia. Nel 1975 dispose la chiusura di tutte le chiese e nel 1978 la Chiesa cattolica fu ufficialmente bandita, inducendo decine di migliaia di fedeli a fuggire nei Paesi vicini. Di alcuni religiosi vittime della persecuzione sono in corso le cause di beatificazione.
Quella di papa Leone XIV, dal 21 al 23 aprile, è la seconda visita di un pontefice. Il Paese è stato visitato nel 1982 da papa Giovanni Paolo II.