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Rimini

Il Papa al Meeting e la scommessa di una fede che si fa cultura

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Leone XIV interverrà oggi al Meeting per l'Amicizia tra i popoli, che dopo 44 anni dalla visita di Giovanni Paolo II ha vissuto stagioni diverse legate alle vicissitudini di CL, ma resta il principale evento culturale cattolico. Ed è questo che Prevost riconosce, convinto come Wojtyła che i cattolici debbano essere protagonisti nella società.
- Una mostra su Léon Harmel, l'imprenditore di Leone XIIIdi Riccardo Cascioli

Attualità 22_08_2026

«Costruite senza stancarvi mai la civiltà dell’amore». Così Giovanni Paolo II chiudeva nel 1982 il suo intervento al Meeting di Rimini “per l’Amicizia tra i popoli”. Oggi, quarantaquattro anni dopo, un altro Pontefice arriva al Meeting, aperto ufficialmente ieri, 21 agosto, dando idealmente seguito a quell’appello. Non solo perché il titolo scelto per questa 47esima edizione è il verso finale della Divina Commedia, «L’amor che move il sole e le altre stelle»; ma anche perché gli organizzatori del Meeting hanno posto il riferimento all’enciclica Magnifica Humanitas al centro degli incontri e delle mostre più significative, laddove anch’essa pone la costruzione della civiltà dell’amore al centro della riflessione sulle sfide poste dall’era digitale. «Solo la certezza dell’amor che tutto muove» ha detto ieri il presidente Bernhard Scholz aprendo il Meeting, ci permette di «accogliere le sfide del nostro tempo senza scoraggiarci».

In realtà, sembra che gli organizzatori del Meeting nel costruire un ponte tra Leone XIV e i pontefici passati, più che a Giovanni Paolo II abbiano pensato a Leone XIII, descrivendo l’enciclica Magnifica Humanitas come la nuova Rerum Novarum, l’enciclica leonina del 1891 considerata la prima pietra nella costruzione della Dottrina sociale della Chiesa nella modernità. Così come questa offriva una riflessione “cattolica” sulla Rivoluzione industriale, allo stesso modo – dicono gli organizzatori – la Magnifica Humanitas indica la strada per «custodire l’umano» nella nuova Rivoluzione industriale in atto.

Oltre all’approfondimento del tema però, la visita di papa Leone XIV al Meeting assume un significato importante anche per il movimento di Comunione e Liberazione, che dell’appuntamento riminese è il promotore. E qui non può non tornare un confronto a distanza con la visita di Giovanni Paolo II. C’era una sostanziale contemporaneità tra la salita al soglio pontificio del Papa polacco (ottobre 1978) e la nascita del Meeting, che vide la luce nell’agosto 1980. Quando arrivò al Meeting nel 1982 Giovanni Paolo II aveva già pubblicato tre encicliche: la Redemptor Hominis, manifesto del pontificato in cui poneva con chiarezza Cristo come «il centro del cosmo e della storia», la Dives in Misericordia e la Laborem Exercens.

Non solo Giovanni Paolo II sentiva una particolare consonanza con l’esperienza di CL, ma la sua presenza a Rimini indicava chiaramente che quella di una fede che diventa cultura e genera un giudizio su ogni aspetto della realtà era esattamente la strada da seguire per tutta la Chiesa. «Una fede che non diventa cultura – diceva Giovanni Paolo II – è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta». Il Papa allora dava la sua benedizione alla scommessa del Meeting che consisteva proprio nel fatto che solo una identità consapevole, con un giudizio chiaro sulla realtà, poteva veramente entrare in dialogo con chiunque e per questo pretendere di essere strumento “per l’amicizia tra i popoli”.

In questi 44 anni molte cose sono cambiate, nella Chiesa e nella società; lo stesso Meeting di Rimini ha vissuto stagioni diverse, che hanno seguito le trasformazioni e le vicissitudini interne del movimento di CL. L’offerta di incontri, mostre e altri eventi si è moltiplicata fino a creare a volte confusione sul reale obiettivo del Meeting e a mettere in discussione la fedeltà all’intuizione originale.
Tuttavia rimane l’evento culturale cattolico più importante certamente in Europa, forse nel mondo. E questo è ciò che anzitutto riconosce Leone XIV che arriva a Rimini ad appena un anno dall’inizio del suo pontificato. Anche per il Papa americano è fondamentale che la fede diventi cultura, in un mondo che vive oggi, come 40 anni fa, crescenti divisioni e rischi di sopravvivenza; è importante che i cattolici siano protagonisti nella società. Ascolteremo oggi  quali sono per Leone XIV i contenuti di questo protagonismo.

Intanto un primo risultato importante la visita di Leone XIV potrebbe averlo per riportare la pace e l’amicizia, prima che fra i popoli, tra le diverse anime di Comunione e Liberazione. Non è infatti un segreto che il movimento abbia vissuto in questi anni un grosso travaglio e una spaccatura al suo interno che ha portato anche al commissariamento di fatto della Fraternità di CL da parte della Santa Sede. Ma con questa visita il Papa certamente dà un importante riconoscimento all’attuale dirigenza, guidata dal presidente della Fraternità Davide Prosperi, e nello stesso tempo intende dare un forte impulso al superamento delle divisioni e delle incomprensioni. Come a dire che non si può pretendere di creare amicizia tra i popoli se il primo a essere diviso è il popolo di CL.



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