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Gay.it

Il Festival? Familista

Il sito Gay.it. critica il Festival di Sanremo perchè familista dato che si è parlato di matrimoni etero, di fedeltà, di Dio, di madri e bambini.

Gender Watch 03_03_2026

Uno degli stereotipi del mondo LGBT è questo: non vogliamo imporre il nostro modello di “famiglia”, vogliamo solo che ci sia spazio per coppie gay, “matrimoni” gay e “famiglie” gay. Che ognuno sia libero di mettere in piedi il tipo di unione che vuole, etero o omo che sia.

Tutto falso. L’ideologia LGBT ha in odio la famiglia (senza aggettivi perché ne esiste solo una). Ecco una prova tra le tante. Il sito Gay.it getta la maschera e critica il Festival di Sanremo soprattutto perché è stato familista e poco queer: «È un festival, a ben guardare, sommando tutto, che definirei familista: dalle canzoni in gara ai (pochi) momenti di show, tutto fa riferimento alle madri, ai figli, ai bambini (ancora), ai matrimoni, alla coppia tradizionale che si lascia e non dovrebbe o che invece non si lascerà mai. L’Ariston, e il web con lui, si sbraccia per Sal Da Vinci che bacia la fede e giura davanti a Dio e per la sua canzonetta – una canzone fatta meme o un meme fatto canzone? – che inneggia all’istituzione matrimoniale classica, di due – lui e lei – che vogliono legarsi per la vita».

Turpe il matrimonio tra un uomo e una donna, turpe che non si lascino mai, turpe che si giuri fedeltà davanti a Dio, turpe che si pensi solo alla famiglia naturale piena di mamme e bambini.  Un Festival, a detta di Gay.it, poco politico, poco rivoluzionario, poco teso a rivendicazioni. Ma in realtà lo è stato perché cosa c’è di più politico e rivoluzionario della famiglia composta da papà, mamma e figli che stanno insieme per un’intera vita?