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La figura

I tre pilastri della spiritualità di san Carlo Acutis

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Nel giorno della sua memoria liturgica, a vent’anni dalla morte, ricordiamo la figura di san Carlo Acutis, la cui spiritualità si fondava su tre pilastri: l’amore per l’Eucaristia, la carità verso gli ultimi, la devozione per la Madonna.

Ecclesia 12_10_2026

Un volto “pulito”, un sorriso e tanta gioia. Così si presenta al mondo san Carlo Acutis (1991-2006), del quale oggi ricorre la memoria liturgica. Un giovane con le sue speranze ed esperienze, con il suo modo di essere così armoniosamente radicato in Cristo: armoniosamente, avverbio importante per poter comprendere la sua esistenza terrena. La prima spiegazione che troviamo nel Vocabolario Treccani del termine “armonia” è: «Consonanza di voci o di strumenti; combinazione di accordi, cioè di suoni simultanei, che produce un’impressione piacevole all’orecchio e all’animo». E così è stata la sua testimonianza dell’amore di Dio per gli uomini: in lui, una combinazione di tratti spirituali e umani che hanno suonato un’unica grande “partitura”, quella di Dio. E come confermano le testimonianze delle persone che lo hanno conosciuto, queste note si avvertivano in maniera distinta.

Quando si parla della figura di Carlo, l’agiografia e soprattutto i media tendono spesso a ricordare soprattutto la sua innata capacità di trasmettere il dono della fede attraverso le tecnologie, per cui è considerato patrono di Internet, sebbene manchi una proclamazione ufficiale in tal senso. Per quanto il suo uso sapiente delle nuove tecnologie rappresenti una testimonianza di evangelizzazione all’avanguardia per i suoi tempi, è necessario però non fermarsi a questo aspetto che rischia di mettere in secondo piano quella linfa vitale che ne ha alimentato l’anima. La tecnologia per Carlo è stata un canale: e ciò bisogna sottolinearlo. Ma il vero motore di ogni sua riflessione e azione risiedeva in una profonda spiritualità fondata prevalentemente su tre pilastri: un ardente amore per l’Eucaristia, la carità verso i poveri e gli ultimi e una devozione filiale verso la Vergine Maria.

«Non io ma Dio», frase iconica per entrare nella sua spiritualità. Una frase che sottintende un’esistenza volta a Dio, nel profondo. Ed è doveroso contestualizzare questo suo programma di vita. La sua esistenza si dipana in un breve lasso di tempo: quindici anni, dal 1991 al 2006, anno della sua morte. Un periodo, dunque, che già presentava un certo aumento dell’esibizionismo, del culto dell’immagine, dell’attenzione al corpo. Davanti a tutto questo, Carlo individua nella progressiva spoliazione di sé – non è un caso che il suo corpo riposi proprio nel santuario della Spogliazione di San Francesco – il vero segreto della vita. Nei suoi appunti personali troviamo scritto: «La santificazione non è un processo di aggiunta ma di sottrazione. Meno io per lasciare spazio a Dio». Sottrarre, dunque, non aggiungere. Tema “anacronistico” per la nostra epoca. E poi, l’altra frase divenuta famosa: «Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie». In queste parole vi è tutta la sapienza di un ragazzo che dichiara al mondo: ogni uomo è stato creato da Dio con una propria missione sulla terra. Non è possibile conformarsi al pensiero dominante, non è possibile vivere tutti alla stessa maniera. E, in questa prospettiva, c’è anche quella che potremmo definire la visione profetica di Acutis rispetto ai nostri giorni, in cui sempre più – complice anche il cattivo utilizzo delle nuove tecnologie – la società si sta incanalando in un vortice pericoloso: quello di appiattire l’unicità di ognuno.

Tutta questa saggezza è stata ispirata dal silenzio davanti al Tabernacolo. L’altro tema dominante della sua spiritualità è infatti l’Eucaristia, «l’autostrada per il Cielo» come Carlo stesso la chiamava. Custodiva il silenzio interiore, davanti all’Ostia consacrata, presenza viva, reale, del Signore che entra nella storia di ogni uomo. Non si trattava di una devozione formale ma di qualcosa di più radicale ed esistenziale. Nei suoi appunti scriveva: «Davanti al sole ci si abbronza, ma davanti a Gesù Eucaristia si diventa santi». Questa la strada, la via donata da Cristo per poter essere con Lui, ma non chiusi in una religiosità egocentrica ovviamente: Cristo porta sempre a essere con gli altri e per gli altri. Questo è l’altro grande insegnamento del santo. Inscindibile, dunque, l’azione dall’orazione. Ed è in questo discorso che si innesta il tema della carità: visione pragmatica del suo essere davanti a Dio. Preghiera e carità, due volti della stessa medaglia. «Ciò che veramente ci renderà belli agli occhi di Dio sarà solo il modo in cui lo avremo amato e come avremo amato i nostri fratelli», così scriveva nei suoi appunti. Negli indigenti e negli emarginati dalla società non vedeva semplicemente persone bisognose di una sorta di assistenza sociale, ma riconosceva la presenza dello stesso Gesù che adorava nel Tabernacolo: davanti a lui si presentava un fratello.

E se siamo fratelli, abbiamo tutti una sola Madre, la Vergine Maria che per san Carlo Acutis era la guida, la confidente, l’amica a cui consegnare ogni intenzione, ogni pensiero. In lei, il modello supremo di purezza e di docile ascolto della Parola. Questo filiale abbandono era espresso nella recita quotidiana del Santo Rosario, «la scala più corta per salire in Cielo», come lui lo definiva. È assai interessante notare che Acutis, quando parla di Cielo, usi sempre metafore in cui l’umanità si ritrova in cammino: prima, l’autostrada; ora, la scala. Forse perché sapeva bene che la tensione dell’uomo è proprio questa: mettersi in movimento verso l’infinito, verso Dio. Carlo Acutis ha fatto ciò nella sua vita: mettersi in cammino per poter essere poi pronto all’incontro finale con il Signore. E durante il cammino, cercava di incoraggiare il prossimo a seguirlo per quelle strade. Vero, anche con il famoso mezzo di Internet. Ma forse oggi, se si trovasse in qualsiasi metro di Milano, Roma o Parigi, difficilmente penserebbe di chattare con qualche amico al cellulare. Piuttosto lo chiamerebbe e gli direbbe con estrema semplicità: Come stai? Cosa stai facendo? Sei felice?



CANONIZZAZIONE/L'OMELIA DEL PAPA

Frassati e Acutis, invito ai giovani a «orientare la vita verso l'alto»

08_09_2025 Nico Spuntoni

Ottantamila persone hanno partecipato ieri alla Messa di canonizzazione dei due santi giovani, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis, celebrata da Leone XIV: la fede da non ridurre a devozione privata e l'amore per l'Eucarestia gli aspetti segnalati dal Papa.

IL LIBRO

Carlo Acutis nel racconto dei suoi genitori

03_10_2023 Fabio Piemonte

"Trasmettere la fede alla scuola di nostro figlio Carlo Acutis" è un’intervista di padre Giorgio Carbone ad Andrea Acutis e Antonia Salzano. «Con Carlo abbiamo visto con mano che la santità è una realtà». Dalle loro preziose confidenze emerge la grandezza di una vita quotidiana resa straordinaria dal profumo di Cristo: «Con Carlo abbiamo visto che la santità è una realtà».

IL LIBRO

Carlo Acutis, il beato che insegna a vivere da originali

09_10_2021 Fabio Piemonte

A un anno dalla beatificazione di Carlo Acutis, avvenuta il 10 ottobre 2020, esce “Originali o fotocopie?” (ESD), basato sugli appunti del giovane morto di leucemia fulminante e sulle parole dei testimoni ascoltati per la sua causa. Scritto da padre Giorgio Carbone, il libro ricostruisce i tratti salienti della vita terrena del beato, dalla sua carità per il prossimo all’amore per l’Eucaristia e la Madonna, fino alla consapevolezza che la via per il Paradiso passa dalla Croce.

OGGI LA BEATIFICAZIONE

Ecco la piccola via di Carlo Acutis alla santità

Oggi presso la Basilica superiore di San Francesco ad Assisi sarà proclamato beato Carlo Acutis. Già chiamato dal popolo il Patrono di Internet, il giovanissimo ragazzo milanese seppe usare persino i nuovi mezzi di comunicazione a vantaggio delle anime, per il Regno di Dio. Ma il segreto che lo portò dritto in Paradiso fu uno solo e fu più reale che mai: l’amore esclusivo per l’Eucaristia, Cuore vivo di Gesù.
 

INTERVISTA

«Carlo Acutis, ecco quale fu il suo segreto di santità»

Ormai noto in tutto il mondo, grazie anche alla sua straordinaria mostra sui Miracoli Eucaristici, che ha avvicinato a Dio centinaia di persone, il venerabile Acutis era un ragazzino normale, ma con un segreto straordinario. "Nell'Eucaristia Carlo incontrava Gesù vivo e vero e Gesù stesso, giorno dopo giorno, lo faceva sempre più simile a Lui. Fino a donare la sua vita per puro amore!". Parla la mamma, Antonia Salzano Acutis, che ci racconta del piccolo bambino eucaristico cresciuto al suo fianco. 

IL NUOVO LIBRO DELLA BUSSOLA

"Il chicco di grano": Dio parla attraverso dei "Santi Giovani"

Quello di Costanza Signorelli non è solo un libro che raccoglie storie di santi bambini e adolescenti dei nostri giorni, attraverso le loro parole e quelle dei loro genitori, ma è la descrizione di un messaggio che si intravede nella trama di queste brevi ma eloquenti esistenze. Da Il chicco di grano. Storie di “Santi Giovani” in mezzo a noi emerge infatti il desiderio di Dio di svelare al mondo la via per conoscere il Suo amore vivo ora.