a cura di Anna Bono
  • Induismo

I nazionalisti indù insidiano la vita dei cristiani

In India i cristiani sono perseguitati dai nazionalisti indu. Rafforzatisi nel 2014 con la vittoria elettorale del partito nazionalista, il Bharatiya Janata Party, da allora hanno intensificato attentati e aggressioni, molto spesso impuniti grazie alla complicità di funzionari, politici e forze dell’ordine. Episodi di intolleranza, discriminazioni, violenze si moltiplicano tra la popolazione istigata dagli estremisti che seminano diffidenza e ostilità. Nel 2014 l’India era 28esima nell’elenco dei 50 paesi in cui i cristiani sono più perseguitati, redatto ogni anno dall’associazione Open Doors. Poi ha rapidamente risalito la classifica: era al 21° posto nel 2015, al 15° nel 2019 e dal 2019 è al 10° posto, dopo la Nigeria, nel gruppo dei paesi in cui la persecuzione è estrema. Non tutti gli abusi vengono registrati e tuttavia quasi ogni giorno le agenzie riportano episodi di violenza, di ingiustizie subite. Il 12 luglio a Delhi, mentre il tribunale non si era ancora espresso in merito, è stata demolita senza un preavviso la Little Flower Church, la chiesa siro malabrese di Ladosara attiva da 15 anni, ma secondo le autorità locali una costruzione illegale. Monsignor Kuriakose Bharanikulangara, vescovo di Faridabad, si è rivolto al primo ministro Narendra Modi per chiedergli di lasciarla ricostruire e la sua diocesi ha chiesto un parere alla Commissione nazionale per le minoranze. Intanto i fedeli continuano a pregare tra le macerie. Tutto è stato distrutto: statue, oggetti di devozione, registri, impianti audio. A pochi giorni di distanza, la sera del 15 luglio, una trentina di persone hanno devastato l’ospedale delle Suore della Carità di Nazareth a Mokam, nello stato del Bihar, e hanno picchiato una suora, Aruna Kerketta, che tentava di mettersi in contatto con l’amministrazione per chiedere aiuto. La polizia locale ha assistito senza intervenire. A provocare la reazione rabbiosa è stato il decesso di un paziente, Pankaj Kumar Singh, ferito da colpi di arma da fuoco mentre rientrava a casa. Le persone che lo hanno portato all’ospedale non hanno voluto credere che fosse morto, insistevano che venisse rianimato e quando un medico ha cercato di spiegare che non c’era più niente da fare, i presenti hanno incominciato a distruggere ogni cosa. Tensioni invece ha suscitato nella diocesi di Khunti, nello stato del Jharkhand, la notizia falsa che in una scuola gestita da missionari gesuiti nel villaggio di Saranglova si erano estorte delle conversioni. La  polemica – spiega l’agenzia AsiaNews – è nata dal fatto che i missionari hanno deciso di ampliare l’edificio scolastico costruendo una saletta multiuso. Ma i mass media locali hanno detto che avevano costruito una chiesa su un terreno del governo del villaggio e questo ha dato inizio a polemiche e accuse.