I 100 anni della parrocchia cattolica di San Francesco in Bangladesh
La comunità cattolica di Dhanjuri ha celebrato l’anniversario della costruzione della chiesa e ha reso omaggio al PIME che tanto ha fatto per la comunità
In Bangladesh i cristiani sono circa 950.000 su un totale di oltre 174 milioni di abitanti, più del 90% dei quali musulmani. I cattolici sono poco meno di 400.000. Di recente quelli che risiedono nella diocesi di Dinajpur hanno celebrato il centenario della chiesa di San Francesco d’Assisi a Dhanjuri. A migliaia sono convenuti per partecipare alla messa celebrata da monsignor Sebastian Tudu, vescovo di Dinajpur, che durante l’omelia ha ricordato con gratitudine il contributo dato alla diffusione del cristianesimo dai missionari del PIME, Pontificio Istituto Missioni Estere. I missionari Pime raggiunsero il Bangladesh, allora Bengala, nel 1855. A Dhanjuri arrivarono all’inizio del XX secolo. Un contadino indù di Dhanjuri, appartenente alla comunità Santal, Fudan Mardy, era entrato in contatto con il Vangelo dopo aver acquistato al mercato una Bibbia da un predicatore protestante. Era rimasto colpito profondamente dalla storia della vita e degli insegnamenti di Gesù e aveva preso contatto con dei predicatori protestanti. Nel frattempo Fagu Soren, un altro abitante del suo villaggio anche lui indù, aveva incontrato per caso, in treno, un missionario del PIME, padre Francesco Rocca, che si stava recando al distretto di Dinajpur per questioni legali, e lo aveva invitato a recarsi a Dhanjuri. Era il 1906. Padre Rocca accettò l’invito. Fu accolto calorosamente e rimase per molti giorni per incontrare gli abitanti del villaggio e iniziare l’insegnamento del Vangelo. Nel 1909 Fudan Marfy, suo figlio Peter e altri 36 abitanti del villaggio ricevettero il battesimo e così ebbe inizio la comunità cattolica di Dhanjuri. Nel 1925, con l’aumento dei numero dei fedeli, i missionari del PIME costruirono la chiesa in muratura che fu dedicata a San Francesco d’Assisi. Oggi la parrocchia serve più di 5.000 cattolici e sono nate altre quattro parrocchie a Khalippur, Radhanagar, Kodbir e Patajagir. “I missionari – spiega l’agenzia di stampa AsiaNews – investirono profondamente anche nello sviluppo sociale: fondarono scuole, convitti per ragazzi e ragazze e cooperative di credito per sostenere l’istruzione e i mezzi di sussistenza. Nel 1927, padre Joseph Obert - anche lui missionario del Pime e in seguito vescovo di Dinajpur - fondò a Dhanjuri il Centro per la lebbra, che divenne un ospedale rinomato per i pazienti affetti dalla malattia”. I missionari PIME continuarono a svolgere il loro servizio pastorale nella parrocchia fino al 1996 quando passarono il compito ai sacerdoti locali. “A Dhanjuri – ha ricordato monsignor Tudu – i sacerdoti del PIME non si sono limitati a predicare il Vangelo; hanno donato la loro vita. Hanno piantato il seme della fede cristiana, che oggi è cresciuto come un grande albero di banyan. Esprimiamo la nostra profonda gratitudine a quanti hanno plasmato questa comunità”. Il Bangladesh è al 24° posto dell’elenco Open Doors 2025 dei paesi in cui i cristiani sono più duramente perseguitati.


