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UNHCR

Gli USA riducono la quota di rifugiati che sono disposti a ricevere

La decisione degli Usa di ridurre il numero dei rifugiati preoccupa l’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi che lamenta un numero troppo esiguo di riallocazioni

Migrazioni 11_11_2019

 

Il 2 novembre gli Stati Uniti hanno annunciato che anche il prossimo anno, per il terzo consecutivo,  ridurranno il numero dei rifugiati che intendono ospitare tra quelli che chiedono di essere riallocati in un paese terzo sicuro. La quota sarà di 18.000, molto al di sotto del numero delle persone che già hanno fatto richiesta di riallocazione negli Usa. L’Unhcr ha accolto con preoccupazione la notizia sostenendo che questa decisione rimanderà dei ricongiungimenti familiari e lascerà molte persone in una situazione di incertezza, impedendo loro di rifarsi una vita. L’Alto Commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi ha commentato: “mentre il numero di profughi raggiunge una cifra record, la riduzione delle quote limita la capacità dell’Unhcr di svolgere il proprio mandato e riduce il nostro potere di negoziazione umanitaria. La minore disponibilità degli Usa e di altri paesi preoccupa vivamente l’Unhcr”. Ha aggiunto rammaricandosi che su 26 milioni di rifugiati, tra cui figurano vittime di tortura, donne e ragazze a rischio e altri soggetti gravemente vulnerabili, solo circa lo 0,5% venga riallocato, e soltanto dopo intensa selezione e a condizione che gli stati scelti accettino. Pur riconoscendo che la riallocazione è una scelta umanitaria senza obbligo legale e dicendosi riconoscente al governo e al popolo degli Stati Uniti per la loro pluriennale generosità, Grandi ha ribadito che occorre fare di più: “continuiamo pertanto a sollecitare che siano disponibili più località nei paesi tradizionali di riallocazione e che altri paesi si rendano disponibili”. Si può suggerire a Grandi, che per inciso include i sei milioni palestinesi nel conto dei rifugiati benché la loro sia una situazione diversa e come tale gestita, di rivolgersi con fiducia ai tanti paesi africani e asiatici che porta sempre a esempio di generosa accoglienza e al contempo di predisporre un programma di informazione diretto ai rifugiati affinché sappiano che proprio i paesi africani, primo fra tutti l’Uganda, sono ottime scelte di riallocazione.