• SULLA PASQUA

Dove Cristo vive

Ogni celebrazione, con il povero prete solitario o con la grande assemblea dei sacerdoti e del vescovo o del papa, diventa strumento di Cristo e segno della sua presenza,


Una persona malata si rammarica di non aver potuto partecipare alle celebrazioni della Settimana Santa. Per successive complicazioni, non ha potuto nemmeno seguire i riti trasmessi attraverso i canali televisivi. “Mi pare non ci sia stata la Settimana Santa e ora non sia Pasqua’, comunica. In realtà tutta la liturgia, nella sua solenne semplicità, ha un’enorme capacità di rendere presente e comunicare il Mistero. La fede vi riconosce l’iniziativa stessa che Cristo compie per i suoi discepoli e per il mondo attraverso l’azione sacramentale della Chiesa: la sua venuta nell’incarnazione, il suo cammino tra gli uomini, il suo passaggio da morte a vita. La sua parola ci è donata, la sua croce ci viene offerta, il suo corpo ci viene consegnato.

L’azione sacramentale si attua nel ritmo dei gesti intensamente compiuti, delle parole limpide e dense che vengono proclamate, nei canti che avvolgono l’intera assemblea in una corale partecipazione. In alcuni momenti propri della Settimana Santa, questo emerge con particolare evidenza: l’espressività del Giovedì Santo nella lavanda dei piedi e nella processione eucaristica, il silenzio attonito del Venerdì Santo con i l’incalzare delle parole della Passione secondo Giovanni e l’adorazione della Croce, il buio del Sabato Santo che si apre alla luce del cero pasquale e percorre il lungo tragitto delle letture fino alla gioia della risurrezione.

Quando non si ha la possibilità o non si accetta di partecipare alla scansione di questi avvenimenti, la vita appare come una voragine di vuoto o una distesa di deserto. Ci sembra di procedere verso il nulla. E anche quando, per assenza del popolo o per nostra sciattezza o per inconvenienti imprevisti il ritmo della celebrazione viene mortificato e ridotto, sembra quasi che venga bloccato il flusso di grazia, e si inceppi il cammino del Signore che viene.

Un supplemento di fede domanda di aprire il cuore fino alla profondità del Mistero, presente ed efficace anche nella povertà espressiva. Nelle povere parrocchie o nelle comunità disperse nel deserto del mondo, ridotte nel numero e immiserite nella fede, Gesù Cristo fiorisce con la potenza del piccolo seme che emerge dal terreno. Ogni celebrazione, con il povero prete solitario o con la grande assemblea dei sacerdoti e del vescovo o del papa, diventa strumento di Cristo e segno della sua presenza, vive del passato sul quale è modellata, e si spalanca sull’orizzonte dell’intera Chiesa cattolica che celebra il Signore venuto a salvare.

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