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GUERRA IN UCRAINA

Crisi dei missili, Biden calma i bollenti spiriti di Polonia e Ucraina

Il missile caduto su una fattoria polacca a Przewodow non era russo ma ucraino: l'antiaerea, cercando di intercettare missili russi, ha colpito per errore il territorio polacco. Crisi rientrata, ma in queste ore di tensione è emersa la volontà di governi Nato, quali Polonia e Repubbliche Baltiche, di affiancare l’Ucraina nel tentativo di forzare la mano per portare l’Alleanza Atlantica verso un maggiore e pericoloso coinvolgimento nel conflitto. Tentativo sventato dagli Stati Uniti.
- VIDEO. TUTTI POLACCHI CON I MISSILI DEGLI ALTRI, di Riccardo Cascioli

Esteri 17_11_2022
Confine russo-polacco

Sono due le vittime dell’incidente Przewodow, in Polonia, dove un missile antiaereo ucraino S-300 caduto oltre confine ha colpito un edificio rurale uccidendo i fratelli Bogdan, che lavoravano per l'azienda agricola Agrocom, secondo quanto riportato dal giornale polacco Wschodni Dziennik.

"Le investigazioni sull'incidente sono ancora in corso e dobbiamo ancora aspettare le conclusioni. Per il momento non c'è nessuna indicazione che si sia trattato di un attacco deliberato della Russia. Non c'è nessuna evidenza che la Russia stia preparando attacchi a membri della Nato" ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, dopo la riunione del Consiglio Atlantico. "Secondo risultati preliminari, probabilmente l'incidente è stato causato da un missile ucraino, lanciato per proteggere il territorio dagli attacchi missilistici russi", ha sottolineato Stoltenberg, aggiungendo che "non è colpa dell'Ucraina. L'Ucraina ovviamente ha il diritto di abbattere l'ondata di missili russi che prendono di mira le città ucraine e le infrastrutture critiche ucraine. La Russia porta la responsabilità ultima per questa guerra illegale".

Le valutazioni di Stoltenberg rendono perfettamente l’idea del contesto politico e mediatico in cui è immerso l’Occidente, nonostante l’incidente di martedì sera non sia certo raro in guerra, neppure nel conflitto ucraino. Basti pensare al drone armato ucraino Tu-141 caduto nel marzo scorso nei pressi di Zagabria, in Croazia ma dopo aver sorvolato l’Ungheria, oppure al missile russo abbattuto dalle difese aeree ucraine schiantatosi a fine ottobre sul villaggio moldavo di Naslavcea distruggendo alcune case ma senza provocare vittime. L’impiego di armi a lungo raggio, missili da crociera o balistici e missili da difesa aerea, rende non impossibili eventi di questo tipo con armi offensive o difensive che oltrepassano i confini in modo del tutto involontario.  

Il ministero della Difesa russo ha reso noto che “tutti gli obiettivi degli attacchi sono stati raggiunti. Vogliamo sottolineare che gli attacchi ad alta precisione sono stati effettuati su bersagli solo sul territorio ucraino e ad una distanza di 35 chilometri dal confine tra l'Ucraina e la Polonia". Plausibile quindi che un missile S-300, con un’autonomia di diverse decine di chilometri, sia stato lanciato per intercettare un missile russo, mancandolo e cadendo 6 chilometri oltre il confine polacco.

Il presidente polacco Andrzej Duda ha ammesso come probabilmente si sia trattato di "uno sfortunato incidente”, escludendo che si sia trattato di "un attacco deliberato" da parte russa. Del resto gli stessi militari statunitensi avevano fatto fin da subito sapere alla CNN che un loro velivolo in volo sulla Polonia aveva visto il missile caduto poi in Polonia senza però specificarne l’origine. "Le informazioni con le tracce radar è stata fornita alla Nato e alla Polonia", ha aggiunto la fonte. Funzionari del Pentagono citati dalla stampa americana hanno rivelato inoltre che il missile caduto sul territorio polacco sarebbe stato dalla difesa aerea ucraina nel tentativo di intercettare uno dei missili lanciati dalla Russia.

Nella serata di martedì il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, nel corso di una conferenza stampa a Bali, a margine del vertice del G20 in corso in Indonesia, aveva affermato diversi Paesi della Nato, ritengono che la Russia non sia coinvolta direttamente nelle esplosioni avvenute ieri a Przewodow, in Polonia. "L'incidente missilistico in Polonia potrebbe essere un errore tecnico", ha detto Erdogan, aggiungendo che "dire che si tratta di un missile russo sarebbe una provocazione. Stiamo facendo ogni sforzo per portare Ucraina e Russia al tavolo dei negoziati. Le provocazioni non aiutano". Anche il presidente statunitense Joe Biden ha definito "improbabile" che il missile caduto in territorio polacco "sia partito dalla Russia", sgombrando il campo da ogni possibile speculazione e stroncando il tentativo di strumentalizzare l’accaduto per portare a un’escalation nei rapporti tra Russia e Nato. Dichiarazione che ha raffreddato gli animi bellicosi di ucraini e polacchi che subito dopo l’incidente avevano accusato Mosca pur in assenza di riscontri oggettivi.

Varsavia aveva inizialmente accusato Mosca di aver lanciato due missili contro il territorio del Paese uccidendo due civili: tesi elaborata probabilmente ispirandosi a indiscrezioni sostenute dalla stampa polacca che aveva ipotizzato che resti di missili russi caduti in territorio polacco dopo essere stati colpiti dalla contraerea ucraina. Il ministero degli Esteri polacco aveva subito confermato che "un proiettile di fabbricazione russa è caduto uccidendo due cittadini polacchi” come ha dichiarato il portavoce del ministero Lukasz Jasina, sottolineando che l'ambasciatore russo era stato convocato per "spiegazioni dettagliate". "Le fotografie del rottame di missile pubblicate dai media polacchi non hanno a che vedere con le armi russe" aveva replicato il ministero della Difesa russo alla TASS. "Le dichiarazioni dei media e dei funzionari polacchi sulla presunta caduta di missili russi nell'area dell'insediamento di Przewodow sono una deliberata provocazione al fine di aggravare la situazione. Non sono stati effettuati attacchi contro obiettivi vicino al confine polacco-ucraino con mezzi di distruzione russi".

L’esperto militare russo Alexei Leonkov, interpellato dalla RIA Novosti, aveva confermato che si trattasse di missili del sistema antiaereo ucraino S-300. Tali ordigni "se lanciati in modo errato sarebbero in grado di sconfinare nel territorio della Polonia. Abbiamo già visto esempi del genere, inclusa l'esplosione dei missili antiaerei sui propri edifici residenziali”. Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, aveva però escluso che in territorio polacco fossero caduti missili ucraini. “La Russia ora sta promuovendo una teoria complottista secondo la quale sarebbe un missile della difesa aerea ucraina ad essere caduto nel territorio polacco. Questo non è vero. Nessuno dovrebbe accettare la propaganda russa o amplificarne il messaggio”.

Sul piano politico infatti l’incidente di martedì sera sembra confermare la volontà di alcuni stati membri della Nato, Polonia e Repubblica Baltiche in primis, di affiancare l’Ucraina nel tentativo forzare la mano per portare l’Alleanza Atlantica verso un maggiore e pericoloso coinvolgimento nel conflitto contro la Russia. Iniziativa sventata dagli Stati Uniti ma che aveva subito portato Varsavia a ipotizzare il ricorso all’Articolo 5 della Nato che prevede l’intervento militare a difesa di uno stato membro aggredito militarmente. Uno sforzo favorito in questo caso dal fatto che la gran parte dei sistemi d’arma aerei, missilistici e terrestri impiegati da russi e ucraini hanno la medesima origine sovietica e quindi ben si prestano a confusioni ma anche ad azioni deliberate tese ad attribuire responsabilità al nemico.

Il sistema di difesa aerea S-300 esportato in molte nazioni, viene impiegato massicciamente dall’Ucraina per difendersi dagli attacchi aerei e missilistici russi. Molte batterie sono state distrutte dai russi e altre, da tempo fuori uso, sono state riattivate dopo l’inizio del conflitto da Kiev che ha cercato di reperire altri missili, radar e lanciatori da paesi che li utilizzano, come la Slovacchia. Come spesso accade in questo conflitto si impiegano anche armi vecchie, probabilmente in alcuni casi anche “scadute”, cioè non più impiegabili con la certezza che mantengano efficacia e precisione. Benché in misura minore rispetto agli ucraini, anche i russi impiegano gli S-300 ampiamente presenti nei loro arsenali e di cui hanno catturato un buon numero di batterie con l’annessione della Crimea nel 2014. Recentemente alcuni di questi sistemi missilistici terra-aria sono stati impiegati da Mosca per colpire obiettivi terrestri, trasformati in armi terra-terra dopo averne modificato il sistema di guida.