Cresce la comunità cattolica della Cambogia
A Pasqua in tutto il paese sono state battezzate 375 persone, in gran parte giovani e adulti che ne hanno fatto richiesta dopo essersi avvicinati alla Chiesa
I cattolici in Cambogia sono circa 20.000, pari allo 0,15% della popolazione, che in maggioranza è buddista. Complessivamente i cristiani sono poco più di 300.000, forse di più secondo alcune stime. Il regime dei Khmer Rossi, tra il 1975 e il 1979 li ha perseguitati con ferocia determinandone quasi la scomparsa: uccisi, morti di stenti o fuggiti all’estero. Tuttavia il loro numero, dopo la fine del regime, è andato poco per volta crescendo. In particolare i cattolici registrano un piccolo, ma costante aumento. Ogni anno dei giovani e degli adulti si avvicinano alla Chiesa e chiedono di essere battezzati. Per tradizione i nuovi battesimi si celebrano a Pasqua e quest’anno in tutto sono stati 375: alcuni bambini, ma in gran parte si tratta di giovani e di adulti. Padre Enrique Figaredo, raggiunto dall’agenzia di stampa Fides, ha detto che nella sua prefettura apostolica di Battambang sono state battezzate 92 persone. Altre 131 persone sono state battezzate nella Prefettura Apostolica di Kampong Cham. Nella capitale Phnom Penh il Vicario apostolico, monsignor Oliver Schmitthaeusler, durante la veglia pasquale celebrata nella chiesa di Santa Maria del Sorriso, ha battezzato 152 catecumeni. Durante la cerimonia monsignor Schmitthaeusler ha commentato l’esortazione “Non abbiate paura” proponendola come la “pietra angolare della vita moderna”. In uno scenario di violenza, incertezza e guerra, ha detto “la Risurrezione di Cristo rappresenta una vittoria definitiva sulla morte e sulla disperazione. La Risurrezione non è semplicemente una notizia tra le tante, ma è l’evento più significativo della storia, un evento che trasforma radicalmente la nostra percezione del mondo”. Il vescovo ha quindi incoraggiato la comunità cristiana a farsi messaggera di pace, “a cominciare dal perdono all’interno delle famiglie e della società, e con le nazioni confinanti”. Il riferimento era alla tensione esistente tra Cambogia e Thailandia. Rivolgendosi ai catecumeni, ha detto: “la nostra vita è breve, quindi andate avanti con speranza, perché Gesù Cristo è con noi. Egli ha affrontato crudeltà, violenza e dolore per darci la vita”. Ha quindi esortato la comunità cattolica a impiegare il prossimo periodo festivo in occasione del Capodanno Khmer, dal 14 al 16 aprile, per atti di riconciliazione e per costruire con fede “mondo nuovo, fondato sulla pace, sul perdono e sulla dignità condivisa di tutti gli esseri umani in quanto figli di Dio”.

