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DOSSIER VIGANÒ

Cardinale Wuerl, incontro privato con il Papa

Visita privata nei giorni scorsi del cardinale Wuerl dal Papa, certamente in relazione al memoriale pubblicato da monsignor Viganò. Wuerl vi è indicato come persona che sapeva ma ha fatto finta di nulla.

Borgo Pio 06_09_2018
Il cardinale Wuerl

Il cardinale Donald Wuerl è stato ricevuto, in maniera del tutto privata, da Papa Francesco. Un fatto passato abbastanza inosservato, ma, nel caso si avessero presenti le accuse contenute nel memoriale di dodici pagine stilato da monsignor Carlo Maria Viganò, si potrebbe comprendere con facilità la portata dell’accaduto.

Pare che la notizia sia trapelata, come del resto è riportato su Il Messaggero, perché Wuerl avrebbe confidato l’avvenimento dell’incontro ad alcuni sacerdoti della diocesi che presiede, quella di Washington.

Di cosa avranno parlato i due? Nel momento in cui scriviamo non è ancora emerso niente. Qualcuno ha scritto che in Vaticano si sta valutando l’ipotesi di “punire” l’ex nunzio apostolico per la pubblicazione del dossier, ma siamo alle voci di corridoio. Certo è che la figura del porporato statunitense è balzata alle cronache anche per essere stata contestata in pubblico da un fedele. Il tutto durante la celebrazione di una Messa presso la chiesa dell’Annunciazione, nella capitale americana. Wuerl, come i lettori di questo blog ricorderanno, è stato nominato dal documento dell’ex membro del Governatorato. In sintesi: nonostante fosse a conoscenza degli abusi perpetrati ai danni di alcuni seminaristi da parte dell’ormai ex cardinale Theodore McCarrick, Wuerl non avrebbe mai fatto nulla.

Alla stessa maniera, sempre secondo quanto raccontato da Viganò, Wuerl sarebbe stato uno degli ecclesiastici consapevoli delle sanzioni comminate a McCarrick da Benedetto XVI. Quelle che avrebbero previsto il ritiro a una vita di preghiera e penitenza. L’attuale arcivescovo di Washington, in relazione a tutto questo, avrebbe fatto finta di niente. Responsabilità solo presunte, certo. Per le quali, tuttavia, sono già arrivate 80mila firme su Change.org: la petizione è finalizzata a chiedere le dimissioni del cardinale.