Anche Tucho boccia Marx, no al rito per benedire le coppie gay
Ascolta la versione audio dell'articolo
Il Dicastero per la Dottrina della Fede pubblica la lettera del 2024 che respingeva la paraliturgia teutonica per le benedizioni arcobaleno. La mossa sconfessa le pretese del cardinale di Monaco e i tentativi tedeschi di forzare la mano mostrandosi formalmente in sintonia con Roma.
Tucho contro Marx. La mossa a sorpresa del Dicastero per la dottrina della fede di pubblicare sul proprio sito una lettera del 18 novembre 2024 con cui Roma bocciava il vademecum dei vescovi tedeschi sulla benedizione delle coppie dello stesso sesso è una risposta evidente alle provocazioni delle scorse settimane dell'arcivescovo di Monaco e Frisinga. Il prefetto Víctor Manuel Fernández ha deciso di assecondare la presa di posizione espressa da Leone XIV sul volo di ritorno dall'Africa e lo ha fatto rendendo pubblica una lettera vecchia di quasi due anni con cui rispondeva nein all'emissario della conferenza episcopale, il vescovo di Treviri Stephan Ackermann.
Il testo di Fernández smascherava l'ipocrisia del manuale tedesco che dietro la formula furbesca di «spontaneità e libertà» aveva cercato in realtà di istituzionalizzare le benedizioni nonostante ciò sia vietato persino da Fiducia supplicans. «Lasciando intendere che esse non dovrebbero essere istituzionalizzate mediante forme rituali, viene offerto un formulario prefissato per la loro realizzazione, contraddicendo quanto affermato in precedenza», ha scritto giustamente Tucho.
Il prefetto nominato da Francesco (all'epoca regnante) ha rimproverato ai vescovi tedeschi di prescrivere «una specie di liturgia o paraliturgia per quanto riguarda la benedizione a coppie dello stesso sesso». La lettera, resa pubblica proprio nelle settimane successive alla riproposizione della pretesa di Marx e compagni di istituzionalizzare le benedizioni arcobaleno, sferra un colpo mortale alla narrazione dei vescovi tedeschi di voler procedere nell'imposizione della loro agenda ultraprogressista mediante consultazioni consensuali con Roma.
Una smentita del tentativo tedesco di presentarsi formalmente sempre e comunque in sintonia con il Papa a dispetto della realtà sostanziale. Questa mossa rappresenta un segnale importante perché arriva mentre l'episcopato tedesco e il laicato organizzato è in attesa di sapere se Roma approverà o meno il loro contestatissimo statuto della Conferenza sinodale. La Santa Sede appare intenzionata a non cedere alle prove di forza che arrivano al di là del Reno. C'è ancora speranza per i cattolici in Germania?
No alle benedizioni arcobaleno, il Papa rimette in riga Marx
Leone XIV dice no alle linee guida del cardinale tedesco per benedire coppie gay e irregolari e riporta nei ranghi anche il «todos, todos, todos» di bergogliana memoria. Due chiarimenti in un colpo solo durante la conferenza stampa sul volo di ritorno da quell'Africa che aveva bocciato senza appello Fiducia supplicans.
- Echi bergogliani e piccole correzioni di rotta, di Stefano Fontana
I vescovi criticano Marx & co: «Siete in un vicolo cieco»
74 vescovi del mondo, di cui 48 solo statunitensi, scrivono ai vescovi tedeschi per contestare la piega «ideologica e politica» presa dal Sinodo: «Documenti non ispirati da Scrittura e Tradizione, ma da gender ed ideologie. State andando in un vicolo cieco». L'unico italiano a firmare è un vescovo in pensione: il "reggiano" Camisasca.
Il peccato originale di Marx: separare fede e ragione
Negare la legge morale naturale vuol dire corrompere irrimediabilmente il rapporto tra la ragione e la fede. Negando la legge naturale il cardinale Marx diventa un seguace di Marcione e vede nella natura non un bene già orientato alla salvezza, ma un male da cancellare senza correggerlo.
LGBTQ, il cardinale Marx guida l'ultimo assalto al Catechismo
Attacco coordinato per cambiare il Catechismo sull'omosessualità, e il teatro scelto per la battaglia è il Sinodo sulla sinodalità. In una lunga intervista il cardinale Marx sostiene apertamente la necessità di rivedere la dottrina per legittimare gli atti omosessuali, mentre domani, 3 aprile, suor Nathalie Becquart, sottosegretario al Sinodo, si rivolgerà direttamente a un gruppo LGBTQ statunitense per legittimarlo.

