Il prezzo del libertinismo: aumento record delle malattie sessuali in Europa
Il “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie” denuncia un aumento record delle infezioni batteriche a trasmissione sessuale in tutta Europa. La causa è soprattutto morale. La soluzione non è certo nell'"educazione sessuale".
L’aumento delle infezioni batteriche a trasmissione sessuale in tutta Europa hanno raggiunto livelli record, ogni anno sempre peggio e ogni anno, in corrispondenza con i dati presentati nei giorni scorsi, aumentano le pressioni sui paesi europei, da parte di lobbies, casa farmaceutiche e le stesse istituzioni centrali, perché si introduca l'iper sessualizzazione ed il genderismo nella educazione scolastica. Il sesso libero e la completa speriementazione delle depravazioni portano ai gravissimi risulati emersi nel report dellagenzia europea, naturalmente e accuratamente silenzìato da tutte le rpincipali testate del continente.
Il “Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie” (ECDC) ha denunciato nei giorni scorsi i livelli record di infezioni sessualmente trasmissibili (IST) in tutto il continente, con casi di gonorrea e sifilide che hanno raggiunto le cifre più alte dall'inizio del monitoraggio nel 2009. Secondo i dati pubblicati giovedì 21 maggio dall'agenzia europea, nel 2024 in Europa sono stati registrati oltre 106mila casi di gonorrea, con un aumento del 4,3% rispetto all'anno precedente e un incremento di oltre il 300% rispetto al 2014, il tasso più alto mai registrato da quando l'ECDC. I casi di sifilide hanno seguito un andamento simile: nel 2024 sono stati segnalati quasi 46mila casi, con un aumento dell'8% rispetto al 2023 e più del doppio rispetto al tasso del 2015. Inquietante.
«Se non trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico e infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o al sistema nervoso», ha affermato l’italiano Bruno Ciancio, esperto di malattie trasmesse e prevenibili con i vaccini presso l'ECDC. Negli ultimi dieci anni, l'Unione Europea non è riuscita a tenere sotto controllo le infezioni sessualmente trasmissibili (IST), così il trend attuale è certamente dovuto ai miglioramenti nei test, ma soprattutto deriva dai cambiamenti nei comportamenti sessuali, soprattutto tra i giovani, che sono più diseducati a sperimentare ogni perversione gli venga suggerita (o immaginano) e meno propensi a usare il preservativo o a rimanere con un unico partner. I dati pubblicati mostrano che, al di là della “magnifica omosessualità” promossa ognidove, persino nei documenti sinodali della Chiesa cattolica, gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rappresentano oltre la metà di tutti i casi di gonorrea e sifilide di tutta Europa.
Allo stesso tempo, una delle emergenze più allarmanti riguarda la “sifilide congenita”, in cui l'infezione viene trasmessa dalla madre incinta al feto che se non trattata adeguatamente, comporta rischi gravi e potenzialmente letali, tra cui aborto spontaneo, morte fetale, parto prematuro e decesso del neonato. Anche questa infezione è in aumento, con i casi che sono quasi raddoppiati tra il 2023 e il 2024, passando da 78 a 140, la cifra più alta mai registrata in Europa da quando l'ECDC ha avviato la sorveglianza delle malattie sessualmente trasmissibili. Secondo Otilia Mårdh, responsabile scientifica per l'HIV, le infezioni sessualmente trasmissibili e l'epatite virale presso l'ECDC, questa infezione rilevata rappresenta «probabilmente uno dei risultati più preoccupanti dei dati del 2024».
La clamidia è rimasta l'infezione sessualmente trasmissibile più diffusa nel continente, sebbene i dati abbiano continuato a mostrare una leggera tendenza al ribasso. Nel 2024 sono stati segnalati oltre 213mila casi confermati, in calo rispetto ai quasi 231mila del 2023.
In conclusione, come avviene da anni, anche nei giorni scorsi l’ECDC ha avvertito che sono «urgentemente necessarie» azioni mirate per prevenire un'ulteriore diffusione di queste infezioni perché, «senza interventi decisivi, è probabile che le tendenze attuali continuino, aggravando le conseguenze negative per la salute e ampliando le disuguaglianze nell'accesso alle cure», si legge nel report della Agenzia. Tutto ciò, paradossalmente e pericolosamente, si registra quando le autorità sanitarie degli Stati membri dell'UE subiscono crescenti pressioni delle multinazionali farmaceutiche e di produzione dei contraccettivi e preservativi per promuovere ed intensificare le campagne di “prevenzione”: ampliare i servizi di screening e promuovere un’educazione alla salute sessuale che includa anche l’ideologia del gender e azzeri ogni valore di continenza, castità, pudore e astensione dal libertinaggio sessuale, irresponsabile, diffuso, nei confronti di ragazzi e giovani europei.
C’è solo da rammentare ai nostri responsabili politici e opinionisti d’accatto che alcune malattie sessualmente trasmissibili possono provocare sterilità o infertilità, sia negli uomini che nelle donne. Perciò in un continente come quello europeo e in un paese come quello italiano che già soffrono di una epidemia di denatalità pluridecennale, esistono solo ed esclusivamente le ragioni civili, morali e religiose per promuovere la castità, l’astinenza e la fedeltà, non certo il libertinaggio e la perversione sessuale.

