Waldemar Żurek, il ministro che intimidisce i giudici
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Il 21 gennaio, su richiesta del ministro della Giustizia, decine di agenti di polizia hanno sfondato le porte di alcuni uffici del Consiglio nazionale della magistratura, scassinando le casseforti in cerca di fascicoli scomodi. Il presidente della Corte suprema: «Un tentativo di intimidire i giudici».
«L'illegalità di Donald Tusk e della sua squadra sta sorpassando sempre più nuovi limiti. Mentre al Sejm (la camera bassa del Parlamento) il ministro Żurek presenta proposte di legge cinicamente chiamate per lo "stato di diritto", procuratori e polizia entrano nella sede del Consiglio nazionale della magistratura (…). Le porte vengono sfondate e gli armadi blindati vengono aperti nella sede dell'organo costituzionale. In questo modo, il governo vuole paralizzare il lavoro del Consiglio. Le spiegazioni distorte della procura e dello stesso ministro Żurek confermano ancora una volta che stanno demolendo il sistema giudiziario. Dimostrano una violazione dei principi democratici fondamentali e sono, di fatto, un attacco alla Costituzione polacca». Queste parole, di una gravità estrema, sono state pronunciate da Zbigniew Bogucki, capo della cancelleria del presidente della Repubblica di Polonia. Bogucki non nasconde la sua indignazione davanti ai gravissimi eventi successi il 21 gennaio 2026 a Varsavia, nella Polonia del primo ministro Tusk, che ha sostituito la democrazia con il regime che lui chiama “democrazia militante”, interpretando a piacimento le leggi e violando la Costituzione.
Ma che cosa è successo il 21 gennaio a Varsavia? I fatti si sono svolti nella sede del Consiglio nazionale della magistratura (KRS), che è un organo costituzionale incaricato di salvaguardare l'indipendenza dei tribunali e dei giudici; in Polonia fu istituito il 20 dicembre 1989. Decine di agenti di polizia (si parla addirittura di un centinaio) sono stati impiegati per occupare con la forza la sede del KRS. Ai parlamentari invitati dalla presidente del KRS, Dagmara Pawełczyk-Woicka, non è stato permesso di entrare. Gli agenti con i procuratori hanno fatto irruzione negli uffici, sfondando le porte e scassinando le casseforti. Sono stati interessati dei locali utilizzati dai giudici Piotr Schab, Przemysław Radzik e Michał Lasota che sono procuratori disciplinari dei giudici dei tribunali ordinari e hanno uffici presso la sede del Consiglio. Questi giudici sono stati nominati procuratori disciplinari nel 2018 e non riconoscono la loro destituzione illegale dall'incarico nel 2025. Come ha dichiarato Pawełczyk-Woicka, i procuratori che portavano via i documenti non hanno dato nessuna informazione circa i fascicoli che stavano cercando.
La decisione di perquisire la sede del KRS è stata presa il 14 gennaio. Ma la perquisizione si è svolta una settimana dopo, il 21 gennaio appunto, proprio mentre il Sejm stava discutendo il disegno di legge sullo "stato di diritto" e a questa discussione partecipava anche la presidente del KRS, che non poteva essere presente in sede; hanno scelto il giorno in cui i procuratori disciplinari stavano in vacanza, perciò non potevano consegnare determinati documenti; inoltre, non è dettaglio da poco, il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, stava a Davos. Casi e coincidenze simili non esistono: tutto è stato calcolato con premeditazione.
Questi fatti sono stati stigmatizzati anche dal primo presidente della Corte suprema, Malgorzata Manowska, che il 22 gennaio ha fatto una dichiarazione in difesa dell'indipendenza della magistratura. Scrive Manowska: «In relazione agli scandalosi eventi del 21 gennaio 2026, quando, su richiesta del procuratore, agenti di polizia sono entrati nella sede del Consiglio nazionale della magistratura e hanno condotto indagini presso l'ufficio del procuratore disciplinare dei giudici dei tribunali ordinari, esprimo la mia profonda preoccupazione e la mia ferma opposizione a tale situazione. Occorre ricordare che il Consiglio nazionale della magistratura è un organo costituzionale la cui piena autonomia è garantita dalle disposizioni dell'articolo 187 della Costituzione della Repubblica di Polonia. L'irruzione forzata nella sua sede, nonché l'inaccettabile restrizione dell'accesso ai locali dell'ufficio del presidente del Consiglio nazionale della magistratura, il giudice Dagmara Pawełczyk-Woicka, costituiscono un'ingerenza inaccettabile nel funzionamento di un'istituzione di fondamentale importanza per il sistema giudiziario, a tutela dell'indipendenza dei tribunali e dei giudici. Le azioni della Procura, in concomitanza con il dibattito parlamentare sul progetto di legge sullo Stato di diritto elaborato dal ministro della Giustizia e procuratore generale Waldemar Żurek, sollevano seri interrogativi sulle sue motivazioni: potrebbero essere percepite come un tentativo di intimidire i giudici alla vigilia delle discussioni sulle soluzioni proposte dal governo. Il progetto di legge è stato criticato da diverse istituzioni (tra cui la Fondazione di Helsinki per i diritti umani) e da gran parte della comunità giudiziaria. La casualità di questa sequenza di eventi è difficile da credere».
Il presidente della Corte suprema aggiunge che non è la prima volta che si verifica un fatto così grave: «L'incidente del 21 gennaio 2026 ricorda le azioni scandalose intraprese l'anno scorso contro la magistratura, tra cui: la messa in discussione della legalità delle nomine dei giudici e il tentativo di licenziare i procuratori disciplinari, e fa parte di una crescente e preoccupante tendenza all'indebolimento dell'indipendenza dei tribunali».
Ma cosa cercavano i procuratori negli archivi dei procuratori disciplinari? Secondo la TV Republika, durante la "pulizia" dei gabinetti del KRS i procuratori hanno prelevato dalla cassaforte del giudice Lasota i fascicoli dei procedimenti disciplinari condotti contro i giudici Waldemar Żurek, l’attuale ministro, e Paweł Juszczyszyn presso il KRS. Żurek è stato anche membro del Consiglio nazionale della magistratura, dove ha anche ricoperto la carica di portavoce dal 2014. Anche se era giudice, è stato molto impegnato politicamente diventando uno degli accaniti critici del governo conservatore del partito Diritto e Giustizia (PiS) ed è stato sottoposto a procedimenti disciplinari. Adesso, da ministro della Giustizia, utilizza la macchina giudiziaria per perseguitare i politici del precedente governo. Purtroppo, nel Paese viene violato il principio della separazione dei poteri, il fondamento della democrazia. E Tusk, cinicamente, parla di ripristino dello stato di diritto in Polonia!

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