Veglia Pasquale anticipata in Nigeria
L’insicurezza generale ha indotto diverse diocesi cattoliche a svolgere la Veglia Pasquale di pomeriggio nella speranza di ridurre i rischi per i fedeli
In Nigeria molte diocesi cattoliche hanno deciso di svolgere la Veglia Pasquale di sera e non, come da tradizione, di notte. Una di queste è la diocesi di Ondo, capitale dell’omonimo stato. Il 30 marzo monsignor Jude Ayodeji Arogundade ha comunicato la sua decisione di antipicare la veglia alle 17.00 “alla luce della realtà dei nostri tempi, in particolare dell'insicurezza che pervade il nostro Paese e il nostro Stato, e in risposta alla prudenza e alla sensibilità pastorale”. Monsignor Arogundade ha quindi invitato clero, religiosi e fedeli “a rimanere saldi nella fede cristiana nella risurrezione del nostro Signore, che la Veglia Pasquale celebra solennemente” e a vigilare, perché “la sicurezza è una preoccupazione di tutti. Tutte le parrocchie e le comunità sono invitate a rafforzare le misure di sicurezza e preghiamo incessantemente per la pace e la protezione della nostra terra”. La preoccupazione, come ogni anno, è che in occasione delle celebrazioni pasquali i gruppi jihadisti intensifichino attacchi e attentati. Ma è la situazione generale di insicurezza ad allarmare e a suggerire prudenza, anche dove il jihad non colpisce. La domenica delle Palme, ad esempio, almeno 30 persone, forse di più, sono state uccise ad Angwan Rukuba, nello stato centrale di Plateau. Come spesso succede, gli aggressori sono arrivati a bordo di motociclette e hanno incominciato a sparare a raffica, indiscriminatamente. Testimoni sostengono che indossavano uniformi militari mimetiche. Potrebbe trattarsi di una banda di delinquenti comuni oppure di pastori Fulani, gli attacchi dei quali sono motivati da fattori religiosi ed economici. Sono stati sicuramente dei Fulani ad attaccare il 23 marzo la St James the Great Catholic Church di Adu nello stato nord orientale di Takum infliggendo danni alla chiesa e ad altri edifici religiosi, ma fortunatamente senza fare vittime. Il massacro di Angwan Rukuba è stato condannato dalla Jama’atu Nasril Islam, che raggruppa i diversi gruppi musulmani del paese, e dalla Christian Association of Nigeria (CAN), che raggruppa le diverse confessioni cristiane. Daniel Okoh, presidente della CAN ha dichiarato: “Siamo in lutto. Siamo addolorati. Ma dobbiamo anche dire la verità. Come siamo arrivati a questo punto? Com’è possibile che le persone non si sentano più al sicuro nelle proprie case? Com’è possibile che, persino in un giorno sacro, le comunità siano esposte a un tale terrore? Le nostre istituzioni di sicurezza non devono solo reagire, ma devono anche anticipare queste minacce”.

