Varden predicherà i primi esercizi spirituali di Leone XIV
Con il nuovo pontificato il ritiro quaresimale del Papa e della Curia torna nel Palazzo Apostolico (non più nella ormai "discussa" Redemptoris Mater, dove si svolgeva un tempo, ma nella Cappella Paolina). A guidarli sarà il giovane vescovo norvegese, sul tema Illuminati da una gloria nascosta.
Nella prima settimana di Quaresima, da domenica 22 a venerdì 27, anche Leone XIV si ritirerà insieme ai capidicastero e ai cardinali residenti a Roma per gli esercizi spirituali, secondo la consuetudine inaugurata da Pio XI nel 1925.
Con il nuovo pontificato gli esercizi quaresimali tornano nel Palazzo Apostolico, mentre con papa Francesco si svolgevano dapprima "in trasferta" e poi "in proprio". Tuttavia, questa volta la sede prescelta è la Cappella Paolina e non più come in passato la Redemptoris Mater, fin troppo legata all'opera di padre Rupnik e al relativo scandalo emerso negli ultimi anni.
A guidare le meditazioni, sul tema Illuminati da una gloria nascosta, sarà mons. Erik Varden, prelato di Trondheim (Norvegia). Il giovane vescovo trappista, classe 1974, è un convertito: nato da una famiglia luterana ma poco praticante, e di fatto agnostico, sperimentò l'incontro con Dio a 15 anni, ascoltando la Sinfonia n. 2 (Resurrezione) di Gustav Mahler. Quella "scintilla" diede inizio a un itinerario che lo portò dapprima a frequentare le funzioni anglicane durante gli studi a Cambridge e poi a un ritiro nell'abbazia cistercense di Caldey. Quindi l'ingresso nella Chiesa cattolica e, anni dopo, fra i cistercensi della stretta osservanza (trappisti), diventando sacerdote nel 2011. Nove anni dopo riceve la consacrazione episcopale.
Varden è un vescovo privo di complessi di inferiorità verso lo Zeitgeist: «Mi sembra che ci diamo per vinti di fronte alla modernità secolare» – ha dichiarato in un'intervista al Foglio nel dicembre 2024 – anzi, è convinto che «la tendenza si stia gradualmente invertendo: un numero maggiore di persone si pone domande, cerca ragionamenti validi e parametri affidabili. La tradizione intellettuale cattolica ha un immenso contributo da dare in questo senso. Senza voler per nulla sminuire l’importanza del lavoro caritativo o delle cause di giustizia e di pace, credo che l’apostolato intellettuale sia fondamentale per i prossimi decenni».

