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mariologia

Una supplica dal Perù: rivedere "Mater populi fidelis"

Lo sconcerto per la Nota del Dicastero questa volta giunge da un centinaio di fedeli di Lima e anche di Chiclayo, la diocesi retta da Prevost fino al 2023. Diane Montagna pubblica la lettera indirizzata a "Papa Roberto".

Borgo Pio 03_01_2026

Che la Mater populi fidelis abbia creato sconcerto non è una novità, ma stavolta una garbata e filiale protesta per la Nota del cardinal Fernández proviene dal Perù, precisamente da Lima e da Chiclayo, la diocesi retta da Prevost fino al 2023. La lettera in spagnolo, pubblicata da Diane Montagna e firmata da un centinaio dei "suoi" fedeli peruviani, è rivolta confidenzialmente al «Querido Papa Roberto» (dopo averlo rispettosamente chiamato «Su Santidad Papa Leon XIV»),

La lettera risale al 1° dicembre, pochi giorni dopo la festa della Madonna della Medaglia Miracolosa (che ricorre il 27 novembre), «dai cui anelli scaturiscono tutte le grazie che giungono al mondo, eppure il nostro parroco si è trovato nella dolorosa posizione di non poter parlare della Madonna come Mediatrice di tutte le grazie», scrivono i fedeli, definendo quella Nota una  «dannosa innovazione» che «ha causato tristezza a tutti noi».

I fedeli peruviani implorano «umilmente il Santo Padre di riconsiderare questa decisione» e, quanto alla Corredenzione, suggeriscono: «Se al cardinale [Fernández] non piace il titolo, allora cambiate il nome – chiamatela Subredentrice – ma non fate soffrire in questo modo la nostra povera Madre, lei che ha sofferto così tanto, sia attivamente che spiritualmente, per "partorirci" ai piedi della Croce». Finora l'effetto principale della Mater populi fidelis è stato quello di dimostrare, almeno per reazione, che il "popolo fedele" ci tiene eccome ai titoli della Madre.