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Islam

Una nuova accusa di blasfemia in Pakistan

Padre e figlio cristiani accusati ingiustamente di aver commesso un atto blasfemo sono stati aggrediti da una folla che in preda alla collera li voleva linciare

Nazir Masih, un uomo di 72 anni, cristiano, è stato gravemente ferito in Pakistan perché sospettato di aver commesso un atto blasfemo. È successo il 25 maggio a Sargodha, nella provincia del Punjab. Qualcuno ha sparso la voce che lui e suo figlio Sultan, fabbricanti di scarpe, stavano facendo a pezzi una copia del Corano e ne stavano gettando le pagine per la strada, davanti alla loro bottega. Questo ha fatto accorrere decine e poi centinaia di persone, tra cui anche degli adolescenti e dei bambini, che senza preoccuparsi di accertare i fatti hanno aggredito Nazir e suo figlio. Molti presenti hanno ripreso la scena. Filmati e fotografie mostrano la gente che si accanisce su di lui  anche dopo che sanguinante è caduto per terra. Suo figlio Sultan e alcuni famigliari sono stati anch’essi feriti. Altri sono riusciti a scappare. Inoltre gli aggressori hanno dato fuoco alla bottega e anche a casa sua. La polizia sopraggiunta ha tardato a intervenire e quando lo ha fatto ha faticato a prendere in mano la situazione data la quantità di persone presenti. Circa 15 agenti sono stati feriti mentre tentavano di disperdere la folla. È stata sporta denuncia contro 44 persone note e 450 ignoti. Nazir Masih è stato ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Gli aggressori hanno persino tentato di assalire l’ambulanza che lo portava via, decisi a ucciderlo. I famigliari di Nazir sostengono che è stato un atto concertato. Secondo loro le pagine del Corano sono state gettate davanti alla loro bottega da qualcuno che poi ha avvisato la gente inducendola ad attaccare. In preda allo spavento e temendo ulteriori violenze, molti cristiani sono scappati. Le autorità religiose locali – riferisce l’agenzia di stampa AsiaNews – si dicono molto preoccupate. L’episodio estremo di violenza è indicativo del fallimento dello Stato e delle forze dell’ordine che non riescono a controllare l’estremismo e non si impegnano abbastanza per garantire la sicurezza dei cristiani e assicurare alla giustizia i responsabili delle violenze contro di loro. Evidenziano inoltre la necessità di una giustizia rapida e imparziale che serva da deterrente. Il quotidiano “The Economic Times”ha riportato le forti parole di condanna dell’organizzazione non governativa Rights Focus Pakistan. La Ong ha chiesto protezione e giustizia per la famiglia Masih. Sostiene di aver raccolto informazioni dettagliate e prove relative all’aggressione. Il presidente della Ong, Naveed Walter ha sottolineato la necessità di riforme che consentano di evitare simili episodi di violenza, di intervenire prontamente quando si verificano e di proteggere le persone accusate di blasfemia tanto più quando, come nel caso di Nazir e Sultan Masih, si tratta di accuse infondate.