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Carta dei diritti fondamentali UE

UE: Zan e le rivendicazioni LGBT

Al Parlamento europeo l'on. Zan chiede maggior contrasto alle discriminazioni a danno delle persone LGBT, la condanna delle leggi anti-propaganda LGBT e molto altro.

Gender Watch 29_01_2026

La Commissione LIBE dell’UE (Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs) si occupa di giustizia, libertà, cosiddetti diritti civili. L’eurodeputato del Partito Democratico Alessandro Zan ha presentato il 27 gennaio scorso presso questa Commissione una relazione il cui contenuto attiene alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE.

Diversi i punti approvati, tra cui il contrasto alle discriminazioni a danno delle persone LGBT, la condanna delle leggi anti-propaganda LGBT e delle cosiddette pratiche di conversione, il riconoscimento di ogni sorta di “famiglia” comprese quelle arcobaleno, dell’omogenitorialità anche tra Paesi UE, della transessualità nella sua pienezza giuridica, il rafforzamento della repressione delle condotte “omofobe”, la perdita dei finanziamenti UE per quei Paesi che non si allineano al contenuto della Carta. Altri punti, come il riconoscimento del diritto all’aborto quale diritto tutelato in tutta UE, non sono passati.

Ora la relazione dovrà essere approvata dalla Commissione AFCO (affari costituzionali) e poi sarà messa al voto dall’intero Parlamento europeo.

Va da sé che le richieste dell’on. Zan sono nell’agenda europea da anni e in molti casi sono già prassi diffusa, ma una strategia delle lobby LGBT è quella di insistere, insistere, insistere e ritornare sugli stessi punti all’infinito per consolidarli.