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Dietrofront

Toscana, sparite le quote trans

Un bando della Regione Toscana destinato alla formazione nel settore tessile prevedeva una quota trans. Dopo una interrogazione in Consiglio la quota è sparita.

Gender Watch 23_07_2026

Ne avevamo parlato circa un mese fa. La Regione Toscana aveva emesso un bando, destinato alla formazione di tecnici per la progettazione tessile, in cui riservava il 50% dei posti a donne, persone non binarie e transessuali, qualora il numero di domande fosse stato troppo elevato.

Ora questa quota trans è stata cancellata grazie ad una interrogazione di Luca Minucci di Fratelli d’Italia, il quale auspicava in aula «che tra le priorità [per i candidati] ci siano la capacità, la formazione». L’assessore regionale al lavoro Alberto Lenzi ha però fornito una motivazione diversa per la cancellazione delle quote trans, una motivazione furba per occultare una vera e propria ritirata strategica: è difficile comprendere chi sia trans e binario, non si hanno strumenti oggettivi per comprenderlo. È questa la motivazione espressa dall’azienda principale del progetto formativo: «Ambiente Impresa – ha spiegato Lenzi –  l'agenzia capofila del progetto formativo 'C'è Stoffa per Tutti' ha chiesto di poter aggiornare le locandine relative ai percorsi ancora aperti alle iscrizioni [dopo] aver rilevato di non disporre di strumenti oggettivi per attuare la previsione concernente la riserva del 50% per 'donne, persone non binarie e transgender', ritenendo che tale formulazione potesse non essere oggettivamente applicabile». La quota del 50% rimarrà solo per le donne.

Insomma, anche se nascosto dietro una foglia di fico, il Comune di Firenze ha dovuto ammettere che le quote trans non hanno ragion d’essere. Rimane però il problema di quel 50% di posti riservato alle donne. Se a motivo del merito non ha senso destinare una quota alle persone transessuali, così per lo stesso motivo non ha senso destinare il 50% dei posti alle donne, seppur in caso di un numero elevato di domande.