• CAMPAGNE ELETTORALI

    Per il voto, Renzi punta ai giovani e Silvio ai vecchi.

    In vista delle prossime elezioni, che forse si terranno il 4 marzo, Matteo Renzi corteggia i giovani e Silvio Berlusconi gli anziani. Una spartizione per fasce d'età che forse è concordata in vista di (sempre negate) larghe intese contro il Movimento 5 Stelle. In mezzo, gli alfaniani sono spaccati e arrancano.

    • CAMPAGNA ELETTORALE

    La sinistra che prende ordini da Emma Bonino

    Emma Bonino non ha un partito alle spalle, in pratica rappresenta solo se stessa. Eppure è in grado di dettare le sue condizioni al centrosinistra di Renzi, forte delle sue relazioni internazionali. Come faranno moderati e cattolici a farsi dettare l'agenda Bonino su scuola, vita, famiglia, immigrati? Lo faranno, per colpa del sistema elettorale.

    • ALFANO E DINTORNI

    Il Centro si spacca, dopo la batosta siciliana

    Alternativa Popolare è ormai un simulacro di partito, con politici temporaneamente sotto le stesse insegne, ma pronti a prendere direzioni diverse. Le esperienze di governo di questa legislatura hanno dimostrato l’irrilevanza delle idee cattoliche. Rimane il pragmatico e cinico calcolo elettorale e ognuno andrà con chi offre di più.

    • MOVIMENTO 5 STELLE

    Luigi Di Maio, il finto amico delle famiglie

    Il leader del M5S Luigi Di Maio propone un "fisco amico delle famiglie" e dice di ispirarsi al modello francese di welfare. Ma a ben guardare nel suo programma, non si trova affatto il quoziente familiare alla francese, ma un sussidio che premia singoli disoccupati e non famiglie con figli a carico.

    • L'EX PREMIER

    Renzi torna a rottamare. Le sue relazioni politiche

    L'ex premier Matteo Renzi invoca la saggezza dei padri nobili democristiani, ma al tempo stesso litiga con tutte le alte cariche dello Stato, a partire dal presidente Mattarella. Perché vuole occuparsi di questioni che non gli competono, da ultima la nomina di Visco a Bankitalia. E la sua base è insofferente.

    • BANCA D'ITALIA

    Renzi attacca Visco pensando (male) a Gentiloni

    Nonostante avesse detto di volersi ritirare in caso di sconfitta al referendum, Renzi è ovunque. E ora interviene a gamba tesa anche nella successione di Visco alla guida della Banca d'Italia. Una materia in cui la politica non dovrebbe mettere becco. Perché lo fa? Per nominare un governatore favorevole. E per mettere in difficoltà Gentiloni

    • DOPO L'AUSTRIA

    Socialisti di tutta Europa: uniti! Ma nella sconfitta

    La notizia non è solo quella della vittoria della destra, ma anche quella del crollo rovinoso dei socialdemocratici, che in Austria escono ridimensionati. Ed è così ovunque in Europa: in Spagna, Olanda, Grecia, Francia e Germania i socialisti perdono. Ma in Italia non riescono a farsi un esame di coscienza.

    • ELEZIONI IN AUSTRIA

    Sebastian Kurz, volto del giovanilismo controcorrente

    In Austria ha vinto il Partito Popolare guidato da Sebastian Kurz. L’Europa centrale svolta a destra a causa dell'immigrazione. Kurz ha vinto per il suo programma anti-immigrati e si appresta a diventare il capo di governo più giovane d'Europa (31 anni). Ma proprio il giovanilismo può essere un punto debole.

    • SINISTRA

    Il Pd compie 10 anni. C'è poco da festeggiare

    E’ nato come partito a vocazione maggioritaria, ma in dieci anni è stato al governo senza aver praticamente mai vinto le elezioni. La storia del Pd è, da questo punto di vista, miracolosa. Ma c'era ben poco da festeggiare il 10mo compleanno del partito, ieri, al Teatro Eliseo di Roma.

    • DOPO IL VOTO TEDESCO

    Il voto tedesco distrugge le larghe intese

    Il magro risultato della Merkel nelle elezioni tedesche distrugge l'ambizione di fare un governo di larghe intese anche in Italia, con un programma europeista e in grado e emarginare le estreme. Il voto in Germania, al contrario, rafforza il morale della Lega Nord e anche del Movimento 5 Stelle.

    • DI MAIO E NON SOLO

    Democrazia nei partiti, questa sconosciuta

    La designazione di Di Maio a candidato premier del M5S è avvenuta in modo non democratico. Ma chi ascolta i suoi elettori e militanti scagli la prima pietra: nessun partito è democratico al suo interno.