• ANCHE A SCUOLA

    Omofobia, una Giornata simbolo del credo gender

    La legge (come il Ddl Zan) non è ancora riuscita a imporre l’educazione al gender nelle scuole di tutta Italia, ma anche quest’anno ci ha pensato una circolare del Miur invitando a celebrare la “Giornata contro l’omofobia”. Segno di una cultura del “rispetto” a senso unico, che altro non è che un cavallo di Troia.

    • LA CIRCOLARE

    Omofobia, una vergogna politica la Giornata a scuola

    Con un colpo di mano, una circolare del Miur si sostituisce al Parlamento e invita a celebrare il 17 maggio nelle scuole, elementari comprese, la «Giornata contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia». Passa così un altro dei punti più deleteri del Ddl Zan, bocciato a ottobre dal Senato. Scavalcati i genitori. Una vergogna per la politica nazionale, centrodestra (inerte) incluso.

    • IL CASO RICCI SARGENTINI

    Cronista sospesa: c'è un problema di libertà al Corriere?

    La giornalista del Corriere Ricci Sargentini critica un articolo di Saviano sulla prostituzione e viene sospesa. Ma pesano su lei anche le critiche al Ddl Zan. Smarcarsi dal pensiero unico su temi così delicati può costare caro.

    • AGENDA ARCOBALENO

    Quattro milioni a centri Lgbt, il Ddl Zan passa pezzo a pezzo

    L’Unar pubblica la graduatoria che ammette a spartirsi 4 milioni di euro 37 organizzazioni Lgbt e Comuni per creare centri «contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale e identità di genere». Una misura basata su una pseudo-emergenza, come mostrano i dati ufficiali dell’Oscad. Tra i beneficiari perfino il Circolo Mario Mieli e il blasfemo Cassero di Bologna. Milioni ‘stralciati’, per la mancata copertura, dal Ddl Zan, ma fatti rientrare dalla finestra con il Decreto Rilancio. Così, insieme alla censura anti-famiglia nel DL Infrastrutture, passa surrettiziamente un altro pezzo dello Zan.

    • CAVALLO DI TROIA

    Riecco il bavaglio da Ddl Zan: nel Codice della Strada…

    Nel Decreto-legge Infrastrutture, già passato alla Camera, è stato inserito un singolare emendamento che vieta sulle strade “qualsiasi forma di pubblicità” ritenuta sessista o violenta anche in relazione all’identità di genere già bocciata insieme al Ddl Zan. Pure i messaggi contro aborto, eutanasia, ecc. sono a rischio censura. Protesta Pro Vita & Famiglia. AGGIORNAMENTO: Con il voto al Senato di oggi (190 sì, 34 no), 4 novembre, il provvedimento è divenuto legge.

    • IL VOTO AL SENATO

    Ddl Zan affossato, una bella vittoria (ma solo a metà)

    Il Ddl Zan è rimasto vittima della “tagliola” e di quei parlamentari che nel segreto dell’urna hanno votato (nel verso giusto) con la coscienza libera dai diktat di partito. Ma la quasi totalità dei contrari al Ddl Zan non coglie il male in sé delle proposte di legge contro la cosiddetta omofobia, che elevano a bene giuridico un disordine, ed è favorevole a un testo con modifiche. E gli attivisti Lgbt hanno altre armi giuridiche per zittire il dissenso. Ci sarà quindi ancora da combattere, ma fa ben sperare il risveglio dell’associazionismo cattolico.
    - UNA SCONFITTA POLITICA PER PD E 5 STELLE, di Nico Spuntoni

    • IL VOTO AL SENATO

    Bye bye Ddl Zan, una sconfitta politica per Pd e 5 Stelle

    Si è concluso con il sì alla “tagliola” richiesta da Lega e Fratelli d’Italia (154 favorevoli, 131 contrari, 2 astenuti) il cammino in aula al Senato del Ddl Zan. Stop ora di almeno sei mesi prima di un eventuale nuovo testo in commissione, ma il pericolo dovrebbe essere scampato per l’intera legislatura. Decisivo lo scrutinio segreto, che ha ribaltato le dichiarazioni di voto e consentito ai senatori di esprimersi secondo coscienza.

    • DI NUOVO AL SENATO

    Ddl Zan, tra il riciclo dello Scalfarotto e l’affossamento

    Oggi torna in aula, a Palazzo Madama, il Ddl Zan, su cui pende la “tagliola” richiesta da FdI e Lega che potrebbe affossare il testo liberticida. Dopo la resa di Letta, i renziani rilanciano il Ddl Scalfarotto approvato alla Camera nel 2013, che però non piaceva né ai Cinque stelle e ai Dem più liberal né tantomeno, per opposti motivi, al centrodestra.

    • SCUOLA E DIOCESI

    Critica il ddl Zan, insegnante di religione trasferito

    Un insegnante di religione di una scuola superiore di Bra (Cuneo), Piergiorgio Dellagiulia, ha preso posizione contro il ddl Zan su un gruppo Facebook molto seguito. Prima il suo preside ha preso pubblicamente le distanze dal professore. Poi, convocato dalla diocesi di Torino, è stato trasferito in un altro istituto. Forse non è una coincidenza.

    • AL SENATO

    Mille emendamenti, Ddl Zan verso il rinvio a settembre

    Più di mille le proposte di modifica, soprattutto per gli articoli 1, 4 e 7. Quasi 700 gli emendamenti della Lega, 127 quelli di Fratelli d’Italia e 4 di Italia Viva, che vuole togliere il riferimento all’identità di genere. Il calendario fitto del Senato favorisce il rinvio a settembre. Una sconfitta per Letta, che da settimane insiste a votare il testo liberticida così com’è.

    • SENATO

    Ddl Zan, l'opposizione è tutta una finta

    Gli interventi di Salvini e il clamoroso voto di ieri in Senato, in cui la proposta di sospensiva sul ddl Zan è stata bocciata per un voto, a causa delle assenze ingiustificate di alcuni senatori della Lega e di Forza Italia, dimostrano quanto il ddl Zan non abbia una vera opposizione. Hanno ragione quanti in questi giorni hanno organizzato delle preghiere per l'Italia.

    • CAPIRE IL PRESENTE

    Zan, la Chiesa non vede l'ateismo. Parola di Del Noce

    Dietro la proposta di legge Zan ci sono precise forze ideologiche e culturali alle quali il mondo cattolico si è assimilato, non essendo oggi più in grado di combatterle perché ormai ad esse omogeneo. Per questo esso non solo non assume più azioni di contrasto, ma non comprende nemmeno più di avere in esse dei nemici sul piano culturale.