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Sanremo e l’ennesima canzone gay

Alla prossima edizione del Festival di Sanremo si esibirà il cantante gay Giuseppe Conti che canterà «Madre, non madre». Ennesima canzone arcobaleno che viene cantata sul palco dell’Ariston. Ecco una parte del testo: «Madre non madre, figlio non figlio mi hai cancellato come fossi uno sbaglio. Madre non madre, madre padrona con che diritto ora mi vieni a cercare. Madre non madre, madre devota prega il tuo Dio e lascia in pace me. Madre non madre ormai è tardi, io devo andare mi aspetta la vita».

Conti racconta in un’intervista a Il giornale popolare che ha sofferto di gravi disturbi psichiatrici (psicosi psico-affettiva) e fu anche ricoverato. Aggiunge poi che il suo outing ha provocato la sua esclusione dalla famiglia, soprattutto motivata dal fatto che la madre è seguace dei testimoni di Geova.

Crediamo che questa canzone verrà usata al Festival come spot per le istanze gay e che inoltre si parlerà di questo pezzo più per motivazioni legate alle rivendicazioni LGBT che per le sue qualità artistiche. Inoltre si corre il rischio che venga ascoltata solo la campana di Conti e che quindi ad esempio si faccia la semplicistica equivalenza «religione = intolleranza», perdendo così l’occasione di sentire anche il parere della madre e di domandarsi almeno quanto realmente i disturbi psichici del povero Conti siano da attribuire alla influenza della madre e se anche la sua stessa omosessualità non possa essere un sintomo di un profondo disagio interiore più che, come lui asserisce, una serena condizione di vita.