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Ricominciare si può

In prima serata “Cast away”, film di Robert Zemeckis del 2002. Uno straordinario Tom Hanks protagonista di una storia che dimostra che è possibile ripartire, sempre e comunque, anche quando ci si ritrova soli di fronte al mondo e si può contare soltanto su se stessi.

Uno straordinario Tom Hanks protagonista di una storia che dimostra che è possibile ripartire, sempre e comunque, anche quando ci si ritrova soli di fronte al mondo e si può contare soltanto su se stessi. “Cast away”, film di Robert Zemeckis del 2002 trasmesso martedì in prima serata su Rete 4, non è soltanto il racconto di un’avventura in stile Robinson Crusoe ma una metafora della rinascita possibile e necessaria, che in tempi di crisi come il nostro assume un valore ancora più pregnante.

La pellicola rappresenta la parabola di Chuck Noland, agente di una compagnia di trasporti sempre in lotta con il tempo, molto innamorato di Kelly, la sua ragazza. Mentre vola da Memphis verso la Thailandia per lavoro, il suo aereo precipita in mare e lui si ritrova solo su un’isola deserta. Missione: sopravvivenza.

Beve il succo delle noci di cocco, succhia la polpa dei granchi, si ferisce con i coralli, parla con il pallone Wilson per non impazzire di solitudine. Passa in questo modo quattro anni, finché decide di tentare la fuga dall’isola su una zattera di fortuna. È stremato quando una nave lo raccoglie e lo salva da morte certa.

Torna alla sua vita, ma la trova molto diversa. Tutti lo credevano morto, compresa la sua ex fidanzata che nel frattempo ha messo su famiglia con un altro uomo. Lui è morto e rinato, ma deve ricominciare tutto daccapo o quasi e chissà cos’altro gli riserverà il destino. Ma la nuova consapevolezza di se stesso e delle priorità esistenziali può essere un punto di (ri)partenza.

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