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I DATI EUROSTAT

Richieste asilo, aumenta la pressione sull'Ue mediterranea

I Paesi dell'Ue hanno registrato 650.000 nuove domande di asilo nel 2017, pari quasi alla metà dell'anno precedente quando furono 1.206.500. Lo rende noto Eurostat, l'Ufficio europeo di statistiche. In calo le richieste per i paesi del Nord Europa (a causa della chiusura delle frontiere). Aumenta la pressione sui paesi mediterranei.

Politica 21_03_2018
Le principali rotte del Mediterraneo

I Paesi dell'Ue hanno registrato 650.000 nuove domande di asilo nel 2017, pari quasi alla metà dell'anno precedente quando furono 1.206.500. Lo rende noto Eurostat, l'Ufficio europeo di statistiche.

"I siriani (102.400), gli iracheni (47.500) e gli afgani (43.600) sono stati anche nel 2017 le tre principali nazionalità che hanno sollecitato una protezione internazionale negli Stati membri dell'Ue" ha precisato Eurostat. La Germania resta il Paese più gettonato, con quasi 200 mila domande d'asilo copre il 31% del totale europeo ma con un calo del 73% rispetto al 2016. Segue l'Italia con 126.600 domande, pari al 20% (più 4% rispetto alle 121.185 del 2016), un numero molto vicino a quello dei clandestini giunti l’anno scorso in Italia via mare lungo la “rotta libica” (ma in misura minore anche da Algeria e Tunisia), che furono poco meno di 120 mila. Al terzo posto la Francia (91.100 con domande, 14%), la Grecia (57.000, 9%), il Regno Unito (33.300, 5%) e la Spagna (30.400, 5%, quasi il doppio delle domande registrate nel 2016). Il numero totale nel 2017 si è avvicinato al livello del 2014 (563.000), l'anno precedente all'afflusso record di richiedenti asilo (1,26 milioni) che raggiunsero la Ue dalla Turchia dal Mar Egeo e dalla “rotta balcanica”. Nel 2017 gli aumenti maggiori di richieste di protezione internazionale sono stati registrati in Spagna (+96% rispetto al 2016), Francia (+19%), Grecia (+14%) e Italia (+4%). I paesi che hanno registrato un calo sono invece Germania (-73%), Austria (-44%), Olanda (-17%) e Regno Unito (-15%).

Pur in un contesto di riduzione drastica degli arrivi, la tendenza sembra quindi vedere un calo delle domande d’asilo nell’Europa del Nord e un aumento nei Paesi Ue mediterranei dovuta sostanzialmente alla chiusura delle frontiere tra i diversi Stati europei: chi sbarca in Italia, Grecia e Spagna non riesce a farsi accogliere altrove e presenta domanda d’asilo dove è sbarcato per guadagnare tempo ed evitare l‘espulsione. In Italia, il maggior numero di richieste di asilo sono state presentate da migranti illegali provenienti da Nigeria (24.950), Bangladesh (12.125) e Pakistan (9.470): tutti paesi non in guerra né sconvolti da cataclismi o carestie (in alcune regioni della Nigeria è presente la minaccia dei terroristi di Boko Haram) dai quali peraltro giungono in Europa persone relativamente benestanti in grado di pagarsi il viaggio retribuendo adeguatamente i trafficanti. Alla fine del 2017 le domande di protezione internazionale che attendono ancora una risposta ammontavano in tutta l'Ue a 927.300, di cui 443.800 in Germania e 152.400 in Italia.

Tornando all’Italia i prime mesi del 2018 confermano un drastico taglio nei flussi da Libia e Nord Africa con 6.161 clandestini sbarcati, il 62% in meno rispetto ai 16.238 che erano arrivati in Italia via mare nello stesso periodo del 2017 e il 52,55% in meno rispetto ai 12.983 arrivati in Italia tra il 1° gennaio e il 19 marzo 2016. I dati del ministero degli Interni riferiscono che dei clandestini sbarcati quest’anno 4.399 sono arrivati dalla Libia (-71,73% rispetto allo stesso periodo del 2017 e -66,12% rispetto al 2016)  mentre gli altri arrivano soprattutto dalla Tunisia. Lo conferma anche il dato sulla nazionalità dei migranti che vede in testa gli eritrei (1.551, 25%), seguiti da tunisini (1.187, 19%), nigeriani (363, 6%), pakistani (288, 5%), libici (239, 4%), ivoriani (236, 4%), guineani (223, 4%), senegalesi (193, 3%), maliani (192, 3%) e sudanesi (184, 3%), più altri 1.505 (24%) provenienti da altri Stati. Anche in questa classifica emerge che si tratta di Paesi non in guerra alcuni dei quali sono considerati “tigri” per la rapida crescita economica che registrano.

In calo anche i minori stranieri non accompagnati, passati dai 25.846 dell'intero 2016 ai 15.731 del 2017 ai 909 dei primi mesi del 2018. Rispetto alla ricollocazione in altri Paesi europei, sono state 12.024 (11.368 delle quali di nazionalità eritrea) le persone che hanno lasciato l'Italia entro il 12 marzo: per la maggior parte (4.909) si sono trasferite in Germania. Sono 232 le persone la cui richiesta è stata approvata e per le quali la procedura di trasferimento in Germania è in corso mentre sono 667 le richieste in attesa di approvazione dalla Germania (529) e dalla Francia (94).

Ricollocamenti Ue impossibili invece per i clandestini dell’Africa Occidentale, afghani e asiatici che costituiscono il grosso dei migranti illegali giunti in Italia.