Portogallo al voto, favorito il candidato sovranista Andre Ventura
In Portogallo si vota per il nuovo presidente. Nessuno otterrà la maggioranza assoluta, molto probabilmente. Quindi si andrà al ballottaggio. E in testa ai sondaggi c'è Andre Ventura, leader del partito sovranista Chega.
Domenica si voterà il primo turno per l’elezione del Presidente della Repubblica del Portogallo, dopo un decennio nel quale l’attuale Presidente Marcelo Rebelo de Sousa ha mostrato al mondo cosa significhi essere pienamente rispettoso della carica istituzionale e, allo stesso tempo, della propria coscienza di cattolico praticante, non avvezzo a mediazioni che negassero il diritto e la sacralità della vita sino alla morte naturale. Per le elezioni presidenziali, la legge elettorale portoghese (definita in parte anche dalla Costituzione, Artt. 121-126) prevede l’applicazione di un sistema maggioritario a doppio turno: per essere eletti, infatti, è necessaria la maggioranza assoluta delle preferenze (50%+1). Tuttavia, qualora ciò non avvenga, si attua un secondo turno di votazione tra i primi due candidati entro due settimane dal precedente voto, in questo caso il prossimo 8 febbraio.
La presidenza è un ruolo prevalentemente cerimoniale in Portogallo, ma esercita alcuni poteri chiave, tra cui, in alcune circostanze, quello di sciogliere il parlamento, indire elezioni parlamentari anticipate e porre il veto sulle leggi. Undici milioni sono chiamati alle urne con una manciata di candidati vicinissimi nei sondaggi in un Paese dove il bipartitismo è sempre più in crisi e la destra identitaria sempre più un playmaker decisivo.
Le elezioni presidenziali portoghesi di domenica richiederanno quasi certamente un ballottaggio per la prima volta in 40 anni, in un contesto di crescente frammentazione politica, la corsa alla presidenza è molto affollata, con 11 candidati e quella un posto al secondo turno è ancora più aperto, tra liberali, socialisti e democristiani. Al momento pare ci sia una sola certezza, Andre Ventura, leader di Chega, sarà al ballottaggio, il leader della destra identitaria “Chega”, è leggermente in vantaggio con il 20-24% delle intenzioni di voto, seguito da vicino dal socialista Antonio Jose Seguro con il 15-20%, secondo il sondaggio condotto dai sondaggisti dell'Università Cattolica e pubblicato mercoledì 14 gennaio dal quotidiano Publico. Anche Joao Cotrim de Figueiredo, membro del Parlamento europeo del partito liberale pro-business “Iniciativa Liberal”, è a breve distanza con il 14-19%, dato un margine di errore del 2,2% nel sondaggio, che ha coinvolto 1.770 elettori. Luis Marques Mendes sostenuto dal partito di centro-destra Socialdemocratici (PSD) al governo, sembrerebbe lontano dalla seconda posizione, al 14-18%, ma ogni giorno che passa e più si avvicina il voto, più aumenta la competizione elettorale tra i candidati dei partiti tradizionali per raggiungere quella seconda piazza al primo turno che consentirebbe loro di giocarsi il tutto per tutto al ballottaggio del prossimo febbraio.
Nei cinque decenni trascorsi da quando il Portogallo ha abbattuto la dittatura di destra, solo una volta, nel 1986, le elezioni presidenziali hanno richiesto un ballottaggio, evidenziando quanto sia diventato complesso il panorama politico con l'ascesa dell'estrema destra e il disincanto degli elettori nei confronti dei partiti tradizionali PSD e Socialisti. La frammentazione dell'elettorato continua e il bipolarismo dei partiti tradizionali è ormai agli sgoccioli, visto che già nelle elezioni parlamentari dello scorso anno, la destra identitaria di “Chega” superò i socialisti che governavano il paese. Sebbene Ventura, sia in testa in tutti i sondaggi, almeno il 60% degli elettori portoghesi afferma di non aver simpatie nei suoi confronti e ciò potrebbe portarlo alla sconfitta nel prossimo ballottaggio. Tuttavia è molto probabile che, se egli si dovesse confrontare con gli ‘odiati’ Socialisti, ancor meno sopportati dalla cittadinanza, potrebbe vincere il ballottaggio. In ultima analisi, al di là delle tifoserie e partigianerie di partito, il prossimo presidente della Repubblica portoghese potrebbe risultare il candidato del minor male, piuttosto che il più desiderato dei candidati. Per Ventura ed il suo partito di destra identitaria, raggiungere il secondo turno sarà probabilmente “una vittoria in sé”, perchè darà alla destra identitaria un maggiore potere negoziale con il governo di centro-destra di minoranza, attualmente in carica. Secondo Jose Castello Branco dell'Università Cattolica di Lisbona una cosa sembra certa: Ventura «sta consolidando la sua posizione nello spettro politico portoghese» come leader dell'opposizione e di una opposizione che conta sempre di più visto che il governo democristiano di minoranza ha deciso nei giorni scorsi di pagare 8,4 milioni di euro alla Commissione europea, come ‘multa’ per aver rifiutato di accogliere 420 richiedenti asilo provenienti da altri Stati membri.


