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Nawrocki

Polonia, no al Ddl sulle convivenze omo

Il presidente polacco Karol Nawrocki il 17 luglio scorso, ha posto il veto a due disegni di legge che avrebbero legittimato le convivenze anche omosessuali.

Gender Watch 27_07_2026

Il presidente polacco Karol Nawrocki (nella foto), il 17 luglio scorso, ha posto il veto a due disegni di legge che avrebbero legittimato le convivenze anche omosessuali.

Si tratta della possibilità per le persone conviventi anche dello stesso sesso di stipulare un contratto di convivenza davanti ad un notaio. Contratto che apre le porte ad alcuni diritti che ad oggi sono riservati solo ai coniugi: l’accesso alle informazioni mediche del partner, l’esenzione dalle tasse di successione e donazione, la possibilità di presentare dichiarazioni dei redditi congiunte, la comproprietà dei beni e congedi lavorativi per assistere il compagno o la compagna. Questo contratto non cambierà lo stato civile dei contraenti. Questi disegni di legge, già di per sé iniqui, avrebbero poi potuto aprire la strada al futuro riconoscimento del “matrimonio” omosessuale.

Il Primo Ministro Donald Tusk ha reagito con stizza: «Il veto presidenziale è espressione di disprezzo per le persone e per il loro diritto alla felicità e a una vita normale».

Di contro Nawrocki ha dichiarato: «Queste proposte creano una nuova istituzione formalizzata di diritto di famiglia, dotata di un ampio catalogo di diritti simili a quelli del matrimonio. In qualità di custode della Costituzione, non posso accettare una soluzione che porterebbe alla perdita dello status speciale del matrimonio, definito dall'articolo 18 della Costituzione come unione tra un uomo e una donna sotto la protezione e la cura della Repubblica di Polonia».

Ormai i due disegni di legge sono defunti, infatti servirebbero i tre quinti dei voti favorevoli in Parlamento per far passare una legge che ha ricevuto il veto presidenziale.