Periti agrari: No all'"omofobia"
L’Ordine dei periti agrari ha inserito nel proprio codice deontologico il contrasto all’"omofobia". Sostanzialmente un piccolo DDL Zan.
L’Ordine dei periti agrari ha inserito nel proprio codice deontologico il contrasto all’"omofobia". Possiamo leggere nel comunicato stampa dell’Ordine del 24 novembre scorso quanto segue: «Il Collegio Nazionale dei Periti Agrari e Periti Agrari Laureati (CNPAPAL) ha approvato il nuovo Codice Deontologico introducendo, primo Ordine professionale in Italia, norme vincolanti contro molestie nei luoghi di lavoro, discriminazioni e atti omofobici. […] Le nuove disposizioni prevedono l’obbligo per i Periti Agrari e Periti Agrari Laureati di riconoscere e segnalare comportamenti vessatori. […] Il Codice recepisce inoltre le normative europee e nazionali contro le discriminazioni e introduce, per la prima volta in modo esplicito, il divieto di condotte omofobiche, con sanzioni disciplinari severe. “Siamo il primo Ordine professionale italiano a inserire in modo chiaro e obbligatorio la tutela da molestie, discriminazioni e omofobia”, afferma il presidente del CNPAPAL Mario Braga. […] Il Codice, […] è stato trasmesso al Ministero della Giustizia, organo vigilante del Collegio, e diventerà vincolante per tutti gli iscritti».
Dunque l’Ordine legittima la delazione tra colleghi con tutte le conseguenze prevedibili e possibili. Se un perito si permetterà di criticare non la condotta omosessuale di un suo collega o di un utente o di un cliente – che tra l’altro sarebbe cosa lecita se compiuta nel rispetto delle dignità della persona – bensì l’omosessualità in sé, questi potrà essere segnalato all’Ordine e subire pene disciplinari severe. Sostanzialmente questo nuovo Codice deontologico è diventato un piccolo Ddl Zan contro la libertà di pensiero e di espressione.

