• VACCINI: LA CONSULTA DECIDE/2

Per etica e per giustizia: un libro può aiutare i giudici

Il volume Vaccinazione Covid 19 e Costituzione. Evidenza scientifica e analisi etico giuridica (Ed. Phronesis), curato dal prof. Fulvio Di Biasi, raccoglie contributi interdisciplinari di autentico valore scientifico. Un approccio che «intende offrire alla Corte costituzionale gli elementi che gli autori, ognuno dal proprio punto di vista, considerano essenziali ad una decisione giusta». Donzelli, Gandini, Aldo Rocco Vitale, Chiavegatti e molti altri: per la Consulta potrebbe essere uno strumento utile. 

Come ha ricordato l’avvocato Renate Holzeisen alla Bussola (vedi qui) le decisioni che la Corte costituzionale prenderà domani avranno una ricaduta determinante sulla fondamenta della nostra società. Un’eventuale legittimazione dell’imposizione di sieri riconosciuti sperimentali dagli stessi realizzatori (si vedano, tra l’altro, le recenti dichiarazioni di Kathrine Jansens), incapaci di bloccare la trasmissione del virus e tutt’altro che esenti dal provocare rischi gravi per la salute, significherebbe un assalto deliberato alla dignità della persona e all’assetto normativo italiano.

Una sempre più ampia consapevolezza dei rischi che stiamo correndo è alla base di un’iniziativa in programma per oggi, che mira a coinvolgere le piazze italiane alla vigilia della decisione della Corte Costituzionale. Consapevolezza che è il frutto di tanti medici, avvocati, giornalisti, studiosi e semplici cittadini che si sono mobilitati per aiutare le persone a riflettere su principi, dati e fatti messi a tacere o travisati dai media main-stream.

Il Coordinamento 15 ottobre e l’Associazione Trilly APS, da maggio a settembre scorsi, hanno dato vita a tre convegni (per i video, vedi qui, qui  e qui) per sostanziare la riflessione su pandemia e vaccini. Dal 22 ottobre al 30 novembre, un’altra serie di incontri, raggruppati sotto il cappello di Onda Consapevole, ha toccato altre città d’Italia: da Pordenone a Brindisi, passando per Milano, Bologna, Roma e Napoli. Onda consapevole ha avuto tra i suoi obiettivi la consegna a diverse istituzioni sanitarie, giuridiche e culturali, di un volume di estremo interesse, Vaccinazione Covid 19 e Costituzione. Evidenza scientifica e analisi etico giuridica (Ed. Phronesis), che raccoglie i contributi interdisciplinari di autentico valore scientifico. Un approccio che, secondo quanto scrive il curatore del libro, il prof. Fulvio Di Blasi, «intende offrire alla Corte costituzionale gli elementi che gli autori, ognuno dal proprio punto di vista, considerano essenziali ad una decisione giusta».

Per la parte medica ed epidemiologica, troviamo il contributo di Alberto Donzelli e Giovanni Di Palmo, che mostra come la protezione offerta dai vaccini in uso diminuisca inesorabilmente fino a diventare negativa; ad aumentare è invece la mortalità generale a seguito dell’avvio della campagna di vaccinazione. Il dato è particolarmente significativo in quanto, a motivo dell’aumento delle persone guarite e del decesso dei più anziani e fragili durante la prima ondata, ci si sarebbe dovuti attendere un miglioramento dei dati sulla mortalità. Secondo Mariano Bizzarri, i decessi durante la prima ondata avrebbero potuto essere contenuti se si fossero promossi trattamenti domiciliari precoci. Laura Teodori esamina invece l’aumento di miocarditi e pericarditi soprattutto nella popolazione giovanile maschile e tra gli sportivi; in questa fascia i rischi da vaccino superano nettamente quelli della malattia. Dalla sua analisi emerge altresì la volontà da parte delle autorità di minimizzare le analisi allarmanti che provenivano dalle sempre più numerose pubblicazioni della comunità scientifica sottoposte a peer review, preferendone altre in patente conflitto di interesse. Sara Gandini ha riflettuto su come la focalizzazione esclusiva sul Covid-19 abbia finito per trascurare altre malattie ed aumentare così paradossalmente quei decessi che si volevano evitare. Un dato interessante che emerge dal suo contributo è il ruolo protettivo svolto dai bambini nei confronti degli adulti, per il fenomeno dell’immunità crociata.

Fin dagli inizi della campagna vaccinale, si è fatto di tutto per negare la natura sperimentale dei sieri, anche da parte del Ministero della Salute e del Consiglio di Stato, ricorrendo a capriole mentali che rimarranno indimenticabili. Il volume vi dedica una sezione specifica, iniziando con Massimo Formica che ha messo in luce la mancanza di dati relativi alla genotossicità, epigenotossicità, embriotossicità e carcinogenesi, aspetto estremamente grave che avrebbe dovuto fin dall’inizio richiamare ad una maggior prudenza. Più specificamente, è Fulvio Di Blasi a riflettere su quali siano le caratteristiche della sperimentalità di un farmaco. Interessante la sezione nella quale si smontano gli argomenti che porterebbero a non considerare questi vaccini come sperimentali. Nell’iter di realizzazione dei vaccini, a motivo dell’emergenza, le fasi di sperimentazione sono state sovrapposte ed abbreviate; tuttavia, secondo la versione ufficiale, il fast-track così realizzato garantirebbe che la sperimentazione sia tata compiuto in modo scientifico e completo. Rimane però il fatto che questa modalità non ha permesso di avere dati relativi all’efficacia sulla trasmissione del virus, alla durata della protezione, alla somministrazione alle donne incinte o in allattamento, agli effetti su soggetti guariti, etc. Smontate anche le tesi che sostengono che la sperimentazione cesserebbe di essere tale solo perché è stata eseguita su migliaia di persone o perché il vaccino è stato somministrato a miliardi di persone. Lo stesso professor Di Blasi dedica un capitolo all’istituto dell’Autorizzazione condizionata e della sua relazione con l’obbligo vaccinale. Daniele Cenci cerca invece di capire se i richiami vaccinali costituiscano un trattamento off-label e quali siano le conseguenze rispetto alla responsabilità del medico somministratore e alle circolari ministeriali.

Aldo Rocco Vitale apre la sezione giuridica, evidenziando come, in una prima fase, le sentenze dei giudici abbiano seguito una traiettoria di protezione delle scelte del governo, per riposizionarsi in modo più oggettivo in una seconda fase. In particolare, Vitale rileva l’incompatibilità del “diritto all’emergenza” con i principi e le norme costituzionali. Carlo Iannello ha trattato dell’intrinseca contraddittorietà del Consiglio di Giustizia Amministrativa della Sicilia, allorché ha sostenuto la possibilità dell’obbligo vaccinale, anche qualora si trattasse solamente di migliorare l’efficienza degli ospedali, rilevando che la sottovalutazione degli effetti avversi ha invece portato ad aumentare la pressione sugli ospedali. Resta chiaro in ogni caso che una tale linea interpretativa conduce all’abrogazione di fatto dell’art. 32 della Costituzione. Carmela Capolupo espone i criteri della giurisprudenza costituzionale in merito agli obblighi sanitari, ponendo in prima linea la priorità del diritto alla salute dell’individuo su quello collettivo; la salute dell’individuo, pur tenendo conto del principio di solidarietà, non può mai divenire subalterno all’interesse della collettività. Alessandra Chiavegatti si sofferma sui criteri di legittimità già delineati dalla Corte Costituzionale con le sentenze nn. 258/94, 307/90 e 5/18, ossia il vantaggio per l’individuo, il vantaggio per la collettività e l’esclusione di conseguenze negative per l’individuo, che non rientrino entro limiti di tollerabilità, siano cioè temporanee e di scarsa entità. L’autrice sottolinea che nessuno dei tre criteri è stato rispettato dalla campagna vaccinale ancora in corso. Infine, Vittorio Fiasconaro solleva ponderate critiche alla sentenza 7045/2021 del Consiglio di Stato che giustificava la costituzionalità del Dl 44/2021, mostrando come nessuno dei quattro criteri presenti nella sentenza sia in grado di salvare l’obbligo imposto ai sanitari dal difetto di costituzionalità.

Dona Ora