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Pellegrini alle catacombe durante il giubileo

Il Papa alla plenaria della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra: imparare la speranza sulle tombe dei martiri.

Borgo Pio 18_05_2024

Apprendere la speranza nelle catacombe, dove tutto parla di vita eterna: lo ha detto il Papa, ricevendo ieri i partecipanti alla plenaria della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

«Il tema del Giubileo, “Pellegrini di speranza”, trova, infatti, una sua singolare e suggestiva declinazione proprio nei percorsi catacombali», ha affermato il Pontefice. «Lì si trovano i tanti segni del pellegrinaggio cristiano delle origini: penso, ad esempio, agli importantissimi graffiti della cosiddetta triclia delle catacombe di San Sebastiano, la Memoria Apostolorum, dove si veneravano insieme le reliquie degli Apostoli Pietro e Paolo. Scopriamo poi, in questi percorsi, i simboli e le raffigurazioni cristiane più antiche, che testimoniano la speranza cristiana. Nelle catacombe tutto parla di speranza, tutto: parla di vita oltre la morte, di liberazione dai pericoli e dalla morte stessa per opera di Dio, che in Cristo, il Pastore buono, ci chiama a partecipare alla beatitudine del Paradiso, evocata con figure di piante rigogliose, fiori, prati verdeggianti, pavoni e colombe, pecorelle al pascolo… Tutto parla di speranza e di vita!».

Cimiteri che parlano di vita, apparente paradosso che la risurrezione di Cristo rende possibile: «In sé stesse le catacombe, essendo “cimiteri”, cioè “dormitori”, testimoniano l’attesa, la speranza del cristiano, che crede nella risurrezione di Cristo e nella risurrezione della carne. Il pellegrinaggio nelle catacombe si configura, pertanto, come un itinerario in cui fare esperienza del senso dell’attesa e della speranza cristiana; ci ricorda che siamo tutti pellegrini, in cammino verso la meta dell’incontro con Dio, che in Cristo Risorto ci chiama a condividere la sua beatitudine e la sua pace. Le prime generazioni cristiane comunicano ed esprimono questa fede attraverso le parole augurali e le preghiere che continuamente ritornano negli epitaffi tracciati sulle tombe dei loro cari: “Vivas in pace – Vivas in Deo, Vivas in Christo”!».

Le catacombe saranno dunque una meta privilegiata nel corso dell'Anno Santo incentrato sul tema della speranza: «La speranza cristiana viene testimoniata soprattutto dai Martiri, le cui memorie costellano i percorsi catacombali. Per questo mi rallegro vivamente con voi per la proposta di evidenziare, in vista del Giubileo, le tombe dei Martiri, proponendole ai pellegrini come tappe significative dei percorsi di visita. Sostare davanti ad esse ci fa confrontare con l’esempio coraggioso di questi cristiani, sempre attuale, e ci invita a pregare per tanti fratelli che oggi subiscono persecuzione per la fede in Cristo».