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Induismo

Nuovo attacco dei nazionalisti indù ai cristiani

Circa 70 cristiani erano riuniti in preghiera sotto la guida di un Pastore quando sono stati aggrediti da un gruppo di nazionalisti armati

Il 31 maggio in India una settantina di cristiani erano riuniti in preghiera sotto la guida di un Pastore quando sono stati brutalmente aggrediti dai un gruppo di nazionalisti indù armati di machete, archi e frecce. Circa 30 fedeli sono stati feriti, qualcuno è svenuto per i colpi ricevuti, almeno otto sono stati feriti gravemente alla testa. Per molti è stato necessario ricorrere a cure mediche. Anche la moglie del Pastore, che è incinta, è stata picchiata e ferita. È successo nello stato centrale di Chhattisggarh, a Sadrapal, un remoto villaggio del distretto di Sukma. Immagini e video diffusi sulle reti social mostrano uomini e donne sanguinanti in attesa di essere visitati dai medici dell’ospedale in cui sono stati ricoverati. Dopo l’attacco gli induisti hanno detto che l’aggressione aveva a che vedere con un terreno conteso. Ma le autorità cristiane locali hanno detto che non è vero, che la violenza è stata scatenata a causa dell’ostilità degli induisti nei confronti dei cristiani e delle loro pratiche religiose. La Progressive Christian Alliance, una rete che riunisce Pastori, leader religiosi e assistenti sociali, ha diffuso un comunicato stampa nel quale dichiara che gli attacchi contro i cristiani sono aumentati da quando nel marzo del 2026 lo stato ha emendato la legge anti conversione che nelle intenzioni dovrebbe impedire che si estorcano conversioni con la forza o con l’inganno, ma di fatto viene usata contro cristiani e musulmani spesso accusati senza fondamento di convertire illegalmente con il risultato di farli arrestare e di metterli in cattiva luce. “Quasi ogni due giorni sentiamo parlare di incidenti simili nello stato – si legge nel comunicato – e questo può turbare l'armonia interreligiosa nelle comunità locali. I cristiani sono molto preoccupati”. Un analogo incidente si è verificato ad aprile: Una famiglia cristiana del distretto è stata picchiata da estremisti che pretendevano che si sottoponessero al Ghar Wapsi, una cerimonia di riconversione induista. La sua ampia definizione di “conversione forzata” ha di fatto trasformato le funzioni religiose domenicali in attività illegali agli occhi dei gruppi estremisti. Il Chhattisgarh è al secondo posto nella classifica degli stati con il maggior numero di discorsi d’odio e violenze contro i cristiani. Il primo posto è occupato dall'Uttar Pradesh.