Nuova strage di cristiani in Nigeria
Uomini armati non identificati hanno attaccato di notte un villaggio uccidendo 30 persone, inclusi dei bambini
Sono trascorse due settimane e ancora le autorità nigeriane non hanno fatto chiarezza su chi siano gli autori della strage del 26 luglio a Naridon, un villaggio situato nello stato nord occidentale di Kaduna. Si sospetta che siano stati dei Fulani, l’etnia composta prevalentemente da pastori transumanti di fede islamica che compie frequenti incursioni nei villaggi abitati da contadini, molti dei quali cristiani, negli stati centrali del paese, ma finora non ci sono state rivendicazioni. Dalle ricostruzioni fatte nei giorni successivi risulta che poco prima della mezzanotte degli uomini armati hanno attaccato il villaggio sparando a raffica. Per tre ore hanno infierito sulla popolazione uccidendo 30 persone: uomini, donne e bambini, 21 cattolici, nove evangelici. Tra le vittime ci sono 11 minori di età inferiore a 15 anni. I più piccoli sono Joy Ali, che aveva quattro anni, e Geoffrey Monday, che ne aveva solo tre. “Andavano di casa in casa sparando – ha raccontato un sopravvissuto, Jacob Nera – e hanno dato fuoco a tre negozi e a due abitazioni”. Ancora una volta, esercito e polizia non sono intervenuti tempestivamente nonostante che a pochi chilometri dal villaggio ci siano un presidio dell’esercito e una postazione della polizia. “Le persone vengono uccise senza opporre resistenza nelle proprie case, dove si aspettano di essere al sicuro, e le attività commerciali e i terreni agricoli dove lavorano per provvedere alle proprie famiglie vengono ripetutamente distrutti – ha commentato John Samuel, esperto legale dell’onlus Open Doors per l’Africa subsahariana – è assolutamente inaccettabile che questi attacchi si ripetano continuamente. Continuiamo a sollecitare il governo nigeriano e le sue forze di sicurezza ad agire con decisione per adempiere alla loro responsabilità costituzionale di proteggere tutti i cittadini”. Il villaggio era già stato attaccato nel 2025.

