Notizie allarmanti dalla Nigeria
L’incendio di una chiesa nel sud del paese alimenta il timore che la violenza jihadista possa raggiungere anche regioni finora sicure
Nelle prime ore del 26 febbraio la chiesa cattolica di St Mary a Katchuan Irruan, nel nord dello stato nigeriano sud orientale di Cross River, è stata gravemente danneggiata da un incendio. Ad appiccarlo sono state persone non identificate che sono riuscite a entrare nel complesso in cui sorge la chiesa. Sembra che siano stati presi di mira gli archivi parrocchiali conservati nella sagrestia e l’altare. Inoltre gli aggressori hanno dato fuoco anche a due automobili. Dalla Nigeria arrivano anche altre notizie, tra cui quella dell’arresto di un sesto uomo sospettato di aver partecipato nel 2022, la domenica di Pentecoste, all’attacco alla chiesa di San Francesco Saverio di Owo, nello stato sud occidentale di Ondo. Altre cinque persone erano già state arrestate in precedenza. Sono accusati di aver ucciso decine di fedeli che stavano assistendo alla messa. Sia il Cross River che l’Ondo sono stati lontani delle regioni in cui operano i gruppi jihadisti. Come fa notare l’agenzia di stampa Fides, “l’attacco di Owo è stato visto come una svolta nella percezione pubblica della sicurezza nella Nigeria meridionale. Mentre la violenza estremista si era concentrata principalmente nel Nord-Est per oltre un decennio, l’assalto a una chiesa nello Stato di Ondo ha sollevato preoccupazioni circa l’espansione delle attività dei gruppi jihadisti verso altre aree fino a quel momento risparmiate dai loro attacchi”. Al termine della loro Assemblea Plenaria tenutasi ad Abuja dal 19 al 26 febbraio, i vescovi nigeriani hanno diffuso un documento finale nel quale dichiarano di approvare e sopportare le azioni del presidente Bola Tinubu volte a contrastare la violenza. Ma occorre fare di più, dicono, perché “– la Nigeria continua a dover affrontare ulteriori sfide per la sicurezza. Si ha l'impressione che il governo sia complice quando si verificano ritardi nel perseguimento dei terroristi arrestati o quando si ottiene la grazia e la reintegrazione nelle forze di sicurezza dei cosiddetti pentiti affiliati a Boko Haram e di altri criminali”. A proposito dell’aiuto fornito dagli Stati Uniti i vescovi aggiungono: “Sebbene l’aiuto esterno sia encomiabile e apprezzato, la sicurezza e il destino della nostra nazione sono nelle nostre mani e abbiamo i mezzi per realizzarli, con l'aiuto di Dio”.

