«Non nel nome di Gesù»?
A Madison nel Wisconsin si è svolta una manifestazione di cristiani contro l’uso improprio della religione a danno delle persone transessuali.
Il 28 dicembre la Chiesa ha celebrato i Santi innocenti. In quella data, proprio ricordando i Santi innocenti, si è svolto l’evento Non nel nome di Gesù, ossia una manifestazione indetta dalla Reverenda Liz Edman, “sacerdote” episcopale, in cui un gruppo di cristiani ha protestato contro l’uso improprio della religione a danno delle persone transessuali. L’evento si è svolto a Madison nel Wisconsin ed ha incluso una marcia attorno a Capitol Square, seguita da una preghiera cantata all'interno della Rotonda del Campidoglio.
La Edman ha così commentato l’iniziativa: «Le persone transgender subiscono violenze, sia fisiche che spirituali. Per troppo tempo tale violenza è stata giustificata con appelli alla religione. Ma il nostro obiettivo è seguire Gesù, che ci ha insegnato a raccogliere le pietre lanciate contro le persone vulnerabili, non a lanciarle noi stessi. […] Tante persone, in nome di Dio, puntano il dito contro gli altri e dicono: sei un problema. Sei un problema. Pertanto, sei condannato. Stiamo venendo a prenderti. […]. E ogni volta che punti il dito contro qualcun altro e lo perseguiti, hai violato i termini del nostro patto con Dio».
In breve i nuovi santi innocenti sarebbero i trans e il nuovo Erode la religione. Sfugge alla Edman il fatto che il giudizio critico ad esempio della Chiesa cattolica sulla transessualità, lungi dal colpevolizzare le persone transessuali, è volto a richiamare queste ultime ad un percorso che li porterebbe ad essere pienamente felici. Quando la Chiesa indica una condotta come malvagia lo fa in primis per rispetto verso Dio, perché condotte contrarie alla sua volontà, e in secondo luogo per il bene della persona stessa.

