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Islam

Mamma cristiana di otto figli picchiata a sangue in Somalia

Stava guardando con delle altre donne cristiane un video sulla storia di Gesù quando degli uomini hanno fatto irruzione e le hanno prese a bastonate, infierendo su di lei con un panga 

La Somalia è uno dei paesi in cui i cristiani sono più perseguitati. Secondo l’elenco Open Doors 2026 dei 50 stati in cui è più difficile essere cristiani è uno dei 15 paesi in cui la persecuzione è estrema: occupa la seconda posizione, dopo la Corea del Nord. Ormai di cristiani in Somalia ne rimangono poche centinaia su una popolazione di quasi 20 milioni, quasi interamente musulmana. La costituzione provvisoria del 2012 ha imposto l’islam come religione di stato e ha proibito l’adozione di leggi contrarie alla Sharia, la legge coranica. Essere cristiani è di fatto un reato ed è impossibile, se non di nascosto e facendo estrema attenzione a non essere scoperti, nei territori sotto il controllo del gruppo jihadista al Shabaab, affiliato ad al Qaeda. Sophia Ibrahim, cristiana, mamma di otto figli di età compresa tra otto e 19 anni, vive ad Afmadow, nel Basso Giuba. Una sera stava guardando con altre mamme cristiane un video sulla vita di Gesù quando quattro uomini, uno dei quali identificato in seguito come Ahmed Hussein, sono entrati in casa e hanno detto che il cristianesimo era proibito nel loro villaggio. Poi hanno preso a bastonate le donne colpendole in diverse parti del corpo. Le donne sono riuscite a scappare, ma Sophia è stata raggiunta mentre ormai era arrivata a casa e l’hanno ferita alla testa con un panga (una specie di machete, n.d.A.). Dei vicini che l’hanno sentita urlare sono sopraggiunti mentre gli aggressori si dileguavano, e l’hanno soccorsa. Era in un bagno di sangue e subito, vista la gravità delle ferite, l’hanno portata in ospedale dove è rimasta per diversi giorni prima di poter essere dimessa. È successo ad agosto e ancora la poveretta vive in un luogo segreto dove si è trasferita per paura di nuove aggressioni. A quanto si è appreso da fonti locali, è stata Fatuma Osman, ex membro di una comunità cristiana clandestina riconvertitasi all’islam, a rivelare che Sophia e le altre donne avevano costituito un gruppo di studio della Bibbia. Il fatto è successo ad agosto e tuttora i responsabili sono liberi. In effetti è difficile anche solo denunciare attacchi di questo genere, data la situazione.