Madonna delle Rose, l’importante contributo di Laurentin
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Il grande mariologo francese si recò nel giugno 1993 a San Damiano per svolgere le sue indagini circa l’autenticità delle presunte apparizioni a Rosa Buzzini Quattrini († 1981). Intervistò diversi testimoni oculari, sciogliendo alcune obiezioni alla mariofania, come lui stesso poi scrisse in un articolo.
«Tre rosari completi per giorno (il primo alle cinque del mattino) è insolito e può sembrare eccessivo. Ci si domanda come questo stia continuando da parecchi decenni senza problemi apparenti. Quanto al futuro, chi vivrà vedrà»: così padre René Laurentin concludeva il suo articolo sulla Madonna delle Rose di San Damiano (Piacenza), pubblicato nell’ottobre 1993 sulla rivista Stella Maris.
Presbitero e teologo francese, morto nel 2017 alla veneranda età di quasi 100 anni, Laurentin è tuttora considerato uno dei massimi esperti internazionali di mariologia: autore di centinaia di libri e grande esperto di apparizioni mariane, ha scritto buona parte della dottrina mariana contenuta nella Lumen Gentium, la costituzione dogmatica sulla Chiesa del Concilio Vaticano II. Si recò a San Damiano il 5-6 giugno 1993 «per indagare di persona, dopo più di due decenni di riflessione», come dichiarò in apertura del suo articolo.
Le mariofanie avvenute in quel minuscolo paese della provincia di Piacenza, già ampiamente raccontate dalla Nuova Bussola (vedi qui e qui) e proprio in questi giorni riprese da un articolo di Ermes Dovico in occasione dell’anno dedicato a san Francesco, non sono mai state riconosciute dalla Chiesa e, anzi, sono state fortemente avversate dai vescovi locali nei loro primi anni, determinando un progressivo e quasi totale allontanamento dei pellegrini italiani, ma non di quelli provenienti da ogni altra parte del mondo.
Forse per questo, padre Laurentin non si recò subito sul posto per svolgere le sue indagini volte ad accertare l’autenticità del fenomeno, ma attese circa trent’anni, durante i quali fece ricerche e riflessioni a distanza. Poi, nel 1993, sciolse ogni riserva e si decise ad andare sul posto, anche perché, nonostante tutti gli ostacoli e i divieti, «ci si domanda come questo stia continuando da parecchi decenni senza problemi apparenti», come scriveva lui stesso in merito ai tre Rosari interi giornalieri (cioè, nove corone). Non solo continuava, ma l’opera era addirittura cresciuta e la devozione popolare internazionale, con ininterrotti pellegrinaggi, non era affatto diminuita…
Dunque andò sul luogo, e il report del suo viaggio a San Damiano fu pubblicato appunto da Stella Maris (n. 286), una rivista cattolica francese ormai chiusa da decenni. Il documento è stato ritrovato “miracolosamente” dalla Nuova Bussola Quotidiana, che ora lo mette a disposizione dei suoi lettori. «Era il 5 giugno 1993, quando sbarcai all’aeroporto di Milano per indagare di persona su San Damiano». Laurentin giunse lo stesso giorno a San Damiano e fu accolto da Piergiorgio Quattrini, terzo e ultimo figlio della veggente Rosa Buzzini. Il particolare non è irrilevante, perché –come racconta il teologo – «egli rende onore e luce al caso di coscienza dal quale ebbe origine l’avventura incredibile di San Damiano. Mamma Rosa aveva già due figli: Giacomina (1938) e Paolo (1943), nati da parto cesareo in condizioni incresciosissime. Per quanto riguarda il terzo, aveva quarantatré anni e i medici (illegalmente) le avevano prescritto un aborto terapeutico. Se ne facevano già, con discrezione, in non pochi casi-limite. Mamma Rosa rifiutò l’uccisione di questo figlio, al quale stava dando la vita con tutto il cuore. Rimetteva a Dio la questione. I medici ne furono contrariati. Pronosticarono la sua morte… e un aborto, secondo la loro esperienza medica. Si rassegnarono al diktat eroico di questa contadina. Da questa scommessa sul Cielo, Pier Giorgio nacque in perfette condizioni ma il terzo cesareo fu difficile, con sventramento seguito da crisi di occlusione intestinale e febbre puerperale. Fu necessaria una lunga ospedalizzazione. Pier Giorgio, che non avevo mai visto, mi apparve così come una benedizione di Dio…».
Il resto della vicenda di Rosa e delle apparizioni è stato già ampiamente raccontato nei precedenti articoli della Bussola, pertanto ci soffermeremo solo su alcuni passaggi del rapporto di Laurentin che ci sembrano particolarmente importanti. Innanzitutto, il fatto che ebbe la possibilità di incontrare e intervistare diversi testimoni oculari, che gli permisero di sciogliere «alcune difficoltà di cui si parla». La prima “difficoltà” era quella relativa all’opinione di alcuni che «avevano messo in dubbio la grave malattia di mamma Rosa così come la sua guarigione repentina e sorprendente. Ma il dr. de Belsunce che aveva avuto accesso al dossier medico e aveva esaminato mamma Rosa mi aveva già confermato il grave stato e la guarigione».
Altra “difficoltà” riguardava la veridicità dei «contatti di mamma Rosa con Padre Pio. Egli abitava distante da lì più di settecento chilometri. Ma Palmira Barattini, che l’accompagnò, mi ha appena confermato – scriveva Laurentin – l’autenticità di questi incontri. Dopo avermelo raccontato a viva voce, su mia richiesta ella redigerà oggi stesso una testimonianza scritta che traduco dall’italiano: “Il 13 marzo 1961 Rosa Quattrini e Palmira Barattini sono partite in treno per San Giovanni Rotondo (dove padre Pio confessava); a Piacenza si unì a noi il Signor Duca d’Eril. A Parma Rosa Vignali e Giulia Menozzi. Eravamo partite alle 18. Siamo arrivate alle 7 del mattino e siamo andate a confessarci da padre Pio”. Non è che una testimonianza tra le altre. I legami furono molto profondi tra mamma Rosa e Padre Pio».
L’accusa più grave, però, che costò a Mamma Rosa l’ordine di “reclusione” da parte del vescovo, fu quella di disobbedienza: «È stata disobbediente, si dice ancora. Qui al contrario tutti testimoniano la sua obbedienza. Ha cessato di dare pubblicamente ad alta voce e poi di diffondere i suoi messaggi, quando il vescovo gliel’ha proibito. Né lei né i suoi figli guidano la preghiera, che è diretta da laici infaticabili. Questa maratona che si dipana sul filo degli anni è una vera sfida, in uno spazio ristretto, ma si svolge in buon ordine da oltre trenta anni».
Insomma, padre Laurentin ebbe modo di verificare in prima persona alcuni aspetti critici, soprattutto quelli che avevano determinato in gran parte l’ostilità delle autorità ecclesiastiche, riconoscendone in realtà l’infondatezza. Il resto del suo racconto, con le testimonianze di miracoli e vocazioni, la visita alle opere di assistenza e carità, la constatazione del clima ordinato e profondo di preghiera e di devozione, portano a pensare che alla fine padre René Laurentin si convinse dell’autenticità delle apparizioni. Ovviamente, in ossequio alle disposizioni e alle competenze delle autorità ecclesiastiche, non espresse formalmente il suo parere, ma il suo orientamento trapela chiaramente, anche dall’augurio finale di una ricomposizione dell’unità non solo spirituale ma anche “formale” tra pellegrini e diocesi: «Tutti vogliono essere Chiesa al cento per cento, ma ciò non potrà accadere senza porre un problema alla gerarchia».
Ecco, alla luce del resoconto di uno studioso di mariofanie come padre Laurentin, ci si augura che le sue affermazioni possano contribuire a “porre il problema”, affinché a distanza di tanti anni, e in un clima ormai pacificato e sicuramente più sereno, si riapra il dossier per una verifica più approfondita e oggettiva circa l’autenticità delle apparizioni della Madonna a Rosa Buzzini.
La Madonna delle Rose e il legame con i santi francescani
Luogo centrale della mariofania, non ancora riconosciuta, di San Damiano (Piacenza) è il “Giardino di Paradiso”, che ha quattro santi protettori: tutti francescani. Le profezie avveratesi: così il parroco di Mamma Rosa, all’inizio scettico, credette alle apparizioni.
Madonna delle Rose, i frutti richiedono un nuovo dossier
Dopo le resistenze dei primi due vescovi, determinate anche dal contesto storico in cui iniziarono le presunte apparizioni a mamma Rosa, la situazione a San Damiano Piacentino ha avuto una svolta positiva grazie a san Giovanni Paolo II, ai devoti e alla Chiesa locale. Le innumerevoli testimonianze di grazie ricevute rendono doveroso riesaminare i fatti. È un’opportunità per il nuovo vescovo. Se venisse provata la soprannaturalità, sarebbe un dono per tutti.
La Madonna delle Rose e la promessa delle visite
C'è un luogo ormai quasi sconosciuto agli italiani, dove accaddero e accadono prodigi, grazie e conversioni. A San Damiano, nel piacentino, mamma Rosa incontrò la Vergine Maria, che oltre a guarirla le diede messaggi per il mondo. Ancora oggi sgorga una fonte d'acqua miracolosa e la Madonna viene ogni primo venerdì, sabato e domenica del mese.

