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Macron dichiara guerra ai pro life e aizza la piazza

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Inaudito attacco del ministro Aurore Bergé contro i gruppi pro life e a favore delle multinazionali dell'aborto: annunciata una mobilitazione generale a loro sostegno. 

Vita e bioetica 23_04_2026

Il governo francese promuove, invita e supporta una mobilitazione generale in difesa dell’aborto e contro la attività di coloro che si adoperano per difendere e sensibilizzare madri e opinione pubblica a favore della vita del concepito. Il Ministro delegato per la parità di genere, Aurore Bergé, è intervenuta all'Assemblea nazionale lo scorso 14 aprile, denunciando supposte azioni di sensibilizazione dei gruppi pro life attivi nel nord della Francia a favore della vita e contro l’aborto, soprattutto da quando l'aborto è stato costituzionalizzato nel 2024 per esplicito volere di Emmanuel Macron. Così dopo esser stato il primo paese a costituzionalizzare il diritto all’omicidio dell’innocente indifeso nell’utero materno, la Francia il-liberale di Macron diverrà il primo paese a mobilitarsi a favore delle multinazionali dell’aborto.

«Coloro che si oppongono ai diritti e alla libertà di scelta non si sono mai tirati indietro nel nostro Paese. Continuano a vandalizzare, minacciare, intimidire, finanziare e tentare di ingannare le giovani donne che desiderano semplicemente esercitare la propria libertà, ora garantita dalla Costituzione», ha affermato pur senza fornire alcuna prova delle sue accuse di violenza. Inoltre, la Bergé ha dichiarato di essere in contatto «molto regolare» con la presidente della “Family Planning Association” (ovvero la versione francese della multinazionale “Planned Parenthood”), un'organizzazione abortista che si batte per il diritto assoluto e totale all'aborto e che avrebbe recentemente subito atti vandalici contro molte delle sue sedi locali i cui autori non sono stati per nulla identificati, per «garantire la protezione delle sue strutture». La stessa rappresentante del governo ha annunciato che ci sarà una «mobilitazione generale» per «le nostre libertà, i nostri diritti, le nostre scelte, per l'accesso all'aborto ovunque sul territorio, per il sostegno alle nostre associazioni e per una lotta molto chiara contro coloro che preferiscono disinformare, disorientare, manipolare e che in Francia non devono poter vincere». 

Proprio per sostenere la promozione dell’aborto di massa e libero la stessa Bergé ha anche confermato che «le risorse stanziate alle associazioni sono più che triplicate negli ultimi dieci anni, nonostante i finanziamenti da parte di alcune autorità locali siano talvolta diminuiti». Il ministro ha rilasciato queste dichiarazioni sconcertanti nel rispondere alla domanda della deputata della sinistra ecologista francese Sandra Regol, la quale aveva affermato che i centri di pianificazione familiare erano stati attaccati sei volte negli ultimi cinque anni…dipendenti hanno paura e un clima di insicurezza aleggia sugli attivisti, così come su coloro che si affidano ai servizi di pianificazione familiare in tutto il paese. Il lavoro di questa organizzazione è quindi messo a rischio». Un atto vandalico compiuto da soggetti sconosciuti all’anno e ci troveremmo di fronte ad un attentato ai fondamenti della Repubblica tale da impegnare il governo nell'organizzazione di una mobilitazione popolare, con la relativa e generalizzata colpevolizzazione dei pro life di tutta la Francia? A quale sistema democratico e Stato di diritto si ispira la Repubblica di Macron. 

E’ ben vero che con una scellerata iniziativa e volontà politica omicida, nel marzo 2024, la Francia è diventata il primo Paese al mondo a sancire il diritto all'aborto nella propria Costituzione, dopo l'approvazione del Parlamento con 780 voti favorevoli e 72 contrari. Allora, la Conferenza episcopale francese ha risposto invitando al «digiuno e alla preghiera», affermando inoltre che l'aborto «rimane un attacco alla vita fin dal suo inizio» e «non può essere considerato unicamente dal punto di vista dei diritti delle donne».  Si ricordi che in Francia gli aborti sono in crescita, nel 2023 erano aumentati del 3,7%, raggiungendo quota 243.623, ovvero 8.600 in più rispetto al 2022 e nel 2024 addirittura erano saliti a quota 251.270, una crescita di 7.647 omicidi di innocenti.

Esistono due metodi per interrompere una gravidanza in Francia: l'aborto farmacologico, consentito fino alla settima settimana di gravidanza (o alla nona settimana di amenorrea), e l'aborto chirurgico, possibile fino alla fine della quattordicesima settimana di gravidanza (sedicesima settimana di amenorrea). Tuttavia, il metodo basato sull'assunzione di due compresse è il più utilizzato in Francia e rappresenta l'80% dei casi, con il conseguente aumento del numero di IVG effettuate al di fuori delle strutture sanitarie (45%). Riprova ulteriormente che l’unica mobilitazione generale di cui c’è bisogno in Francia è quella del voto alle prossime elezioni presidenziali e parlamentari del 2027 contro Macron e la sua “confraternita” omicida e, ancor prima, a favore della vita nascente.