Leone XIV: «il soprannaturale senso della fede»
La riflessione del Papa su sensus fidei e infallibilità della Chiesa nell'udienza generale di mercoledì 18 marzo, dedicata alla costituzione dogmatica Lumen gentium.
Leone XIV prosegue l'esposizione della costituzione dogmatica Lumen gentium, nel corso dell'udienza generale di mercoledì 18 marzo, riflettendo sulla «partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale» di Cristo. Nella catechesi del Papa risaltano in particolare due dimensioni strettamente connesse, il sensus fidei e l'infallibilità della Chiesa, al cui servizio è posta quella del Romano Pontefice.
Nel contesto della partecipazione alla missione profetica di Cristo il Vaticano II «introduce il tema importante del senso della fede e del consenso dei fedeli», ricordando che il sensus fidei «è come una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita» – il Papa cita la Commissione Dottrinale del Concilio e spiega che «il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme».
Questo aspetto è «in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice». Essa significa che «la totalità dei fedeli, che hanno ricevuto l’unzione dal Santo (cfr 1Gv 2,20.27) non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale». Per questo «la Chiesa (...) non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondato sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare coerente testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa».


