La Virginia blinda le "nozze" gay
La governatrice della Virginia ha firmato un emendamento che tutelerà il "matrimonio" gay anche nel caso in cui la Obergefell della Corte Suprema fosse annullata.
Settimana scorsa la governatrice democratica della Virginia, Abigail Spanberger (nella foto), ha firmato una legge che approva alcuni emendamenti costituzionali contrari ai principi non negoziabili: l’aborto diventerebbe diritto fondamentale, l’accesso alla fecondazione artificiale sarebbe ancor più agevole e il matrimonio verrebbe ridefinito in radice.
In merito a quest’ultimo punto l’emendamento prevede che qualora si verificasse l'annullamento della sentenza Obergefell della Corte Suprema degli Stati Uniti del 2015 – sentenza che ha legittimato le “nozze” gay – le persone omosessuali potrebbero comunque continuare a “sposarsi” in Virginia. In particolare si eliminerebbe un emendamento presente in Costituzione che definisce il matrimonio come una unione tra un uomo e una donna e verrebbe di contro sancita la legittimità dei “matrimoni” omosessuali.
«Vogliamo assicurarci che le famiglie della Virginia sappiano che qui in Virginia non è solo una decisione della Corte Suprema a proteggerle, ma anche la costituzione del nostro Stato», ha affermato la governatrice.
Questi emendamenti saranno sottoposti a vaglio elettorale da parte dei cittadini questo autunno. È dunque fondamentale, nel breve, una campagna per sostenere i “No” e nel lungo una battaglia culturale affinchè lo coscienza collettiva rigetti in toto qualsiasi legittimazione delle unioni omosessuali.

