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Beata Vergine Maria di Fatima a cura di Ermes Dovico
La storia

La statua della Madonna di Fatima, segno per la conversione

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Realizzata dall’artista portoghese José Ferreira Thedim, la scultura fu benedetta il 13 maggio 1920 e posta, un mese più tardi, nella Cappellina delle Apparizioni. Una statua che richiama la missione del Cuore Immacolato di Maria: convertire il mondo.

Ecclesia 13_05_2026

Una statua, un’immagine e tutta una storia dietro. Una statua famosa in tutto il mondo reca un messaggio di pace, di conversione del cuore. Il volto, candido, illuminato da un sorriso, accogliente: è la statua della Madonna di Fatima. Tanti sono i pellegrini che ogni anno si recano in questa località del Portogallo che sarebbe molto probabilmente rimasta ignota al mondo intero se non fosse che proprio in questo luogo la Vergine, il 13 maggio 1917, apparve ai famosi tre pastorelli nella prima apparizione di un ciclo chiusosi a ottobre dello stesso anno.

La statua della Madonna di Fatima fu offerta nel 1920 da Gilberto Fernandes dos Santos, originario di Torres Novas, e fu benedetta il 13 maggio dello stesso anno nella chiesa parrocchiale di Fatima per poi essere portata alla Cappellina delle Apparizioni (costruita tra il 28 aprile e il 15 giugno 1919) un mese dopo. La storia della statua si intreccia, dunque, con un nome: quello di Gilberto Fernandes dos Santos, che commissionò la scultura alla Casa Fânzeres di Braga. Dos Santos, nato nel 1892, ci ha lasciato un resoconto scritto: I grandi fenomeni di Cova da Iria. La storia della prima immagine della Madonna di Fatima. Assai interessante la biografia che esce fuori da questo testo: Gilberto, prima della mariofania di Fatima, era ateo, addirittura persecutore della Chiesa. Poi, la Vergine Maria fece breccia nel suo cuore, convertendolo e facendolo divenire “strumento” dell’amore di Dio per l’umanità. Oltre alla statua, Gilberto commissionò anche 10.000 cartoline con una fotografia dell'immagine da vendere a beneficio del santuario. Fino a quel momento non si era mai interessato ad articoli religiosi. «Diversi commercianti cominciarono a comparire a Fatima e nei dintorni di Cova da Iria, vendendo al pubblico alcune delle stampe che avevo distribuito gratuitamente, e anche molte altre stampe di loro produzione, anch’esse con la fotografia dell’Immagine. Così, la vendita di articoli religiosi iniziò a svilupparsi a Fatima e Cova da Iria, il che mi portò, a quel punto, a decidere di interrompere la distribuzione gratuita», così scrive nelle sue note biografiche riguardanti la statua e tutto il materiale per il santuario. Nelle memorie, inoltre, si trovano le sue impressioni sulle due apparizioni a cui aveva avuto modo di partecipare: quelle di settembre e ottobre 1917. All’epoca era un giovane venticinquenne.

La statua è stata realizzata dallo scultore José Ferreira Thedim (1892-1971), definito “il Michelangelo del Portogallo”, ed è alta 1,04 metri. Il 13 maggio 1946 venne solennemente incoronata dal cardinale Aloisi Masella, legato pontificio. La corona, estremamente preziosa, che la statua porta solo nei giorni dei grandi pellegrinaggi, era stata offerta dalle donne del Portogallo il 13 ottobre 1942: una corona tutta d’oro, cesellata amabilmente e finemente, impreziosita da 313 perle e 2679 pietre preziose. Il peso: ben 1,2 chilogrammi. Un lavoro orafo davvero straordinario. Dal 1989 vi è incastonato il proiettile estratto dal corpo di san Giovanni Paolo II dopo l’attentato del 13 maggio 1981 avvenuto in Piazza San Pietro. Fu il pontefice polacco ad avere l’idea di offrire il proiettile al santuario di Fatima. Era il 25 marzo 1984, giorno in cui si celebrava il Giubileo delle famiglie. San Giovanni Paolo II, in quell’occasione, al “congedo” della statua della Madonna di Fatima, pronunciò queste parole: «Voglio ringraziare te, Madre di Cristo, nostra Signora da Fatima, che ci hai fatto questo onore, oggi, terza domenica di Quaresima, giorno del Giubileo delle famiglie; che ci hai fatto questa visita in un giorno così pieno della nostra fede e della nostra speranza». Un giorno di fede e speranza: la Vergine di Fatima sintetizza tutto ciò in quel volto così carico di amore, di serenità e pace. Aggiungeva poi il Santo Padre: «Ecco, oggi si sono volute affidare le sorti del mondo, degli uomini, dei popoli al tuo cuore immacolato per arrivare al centro stesso del mistero che è più forte di tutti i peccati dell’uomo e del mondo, del mistero in cui si può vincere il peccato nelle sue diverse forme, in cui si può incominciare, inaugurare un mondo nuovo. E noi abbiamo tanto bisogno di questo mondo nuovo perché sperimentiamo sempre più che il mondo vecchio, il mondo del peccato, ci opprime, ci fa paura, ci porta varie forme di ingiustizia: molte volte sotto il nome della giustizia, ci porta ingiustizie». Parole che in un contesto come quello di oggi non perdono il loro vigore: sono sempre attuali.

E proprio riguardo a questa missione del Cuore Immacolato di Maria, va ricordata una storia “parallela” della statua. Parliamo di tutte quelle copie che viaggiano per il mondo intero. Queste statue, infatti, rappresentano la missione della Vergine nel mondo. “Pellegrine”, così sono chiamate: la Vergine che raggiunge e tocca il cuore di ogni fedele e che invita tutti alla preghiera; nel 1917, come oggi. La statua originale, lo ricordiamo, è quella che si trova a Fatima, nel piazzale antistante al santuario: protetta da una teca antiproiettile, è ormai posta all’esterno della Cappellina delle Apparizioni per facilitarne la visione da parte di tutti i fedeli. Si trova su un piedistallo che segna il punto esatto in cui sorgeva il famoso leccio (ormai scomparso) sul quale Maria Santissima apparve ai tre pastorelli. Una statua, una storia. Ma è importante ricordarsi sempre che ciò che più conta è il cuore con cui ci rivolgiamo a lei, alla Vergine, il cuore con cui ci accostiamo alla venerazione di questa statua. Il vero “monumento”, la “vera statua” della fede è quella che ognuno può realizzare anche senza essere artista. Bastano l’amore e la preghiera.



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