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Referendum

La Lituania blinda il matrimonio

A breve in Lituania si svolgerà un referendum per esplicitare che il matrimonio può essere contratto solo da un uomo e una donna. 

Gender Watch 20_04_2026

La Costituzione lituana tutela la famiglia e afferma che il matrimonio si conclude con il libero consenso di un uomo e una donna.  Ma i giudici costituzionali hanno affermato nel 2011 che la famiglia per esistere non necessita del matrimonio e nel 2019 che anche le relazioni omosessuali sono “famiglia”.

Da qui la proposta del marzo scorso da parte del governo presieduto dalla socialdemocratica Ingos Ruginienės di indire un referendum che riporterà il seguente quesito: «Approvate che la Costituzione stabilisca esplicitamente che i rapporti familiari giuridici nascano solo dal matrimonio tra un uomo e una donna, nonché dalla maternità e dalla paternità? Sì. No».

La deputata Ligita Girskienė, del partito di governo Unione degli Agricoltori e dei Verdi, in merito alle pronunce della Corte costituzionale commentò: «È necessario sottolineare chiaramente che i tribunali devono proteggere la costituzione, non modificarla, e che la decisione su cosa si intenda per famiglia deve in ultima analisi spettare al popolo».

Qualche giorno fa gli eurodeputati nonché co-presidenti dell’Intergruppo LGBTIQ+ Marc Angel e Kim van Sparrentak, insieme ai vicepresidenti dell’Intergruppo LGBTIQ+ Dainius Zalimas, Maria Walsh, Lukas Sieper e Carolina Morace del Movimento 5 Stelle, hanno scritto una lettera ad Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e Hadja Lahbib, Commissaria europea per l’uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, al fine di intervenire per bloccare il referendum. I firmatari della lettera esortano la Presidente e la Commissaria ad «esprimere con urgenza, pubblicamente e chiaramente la nostra preoccupazione per questa iniziativa e le sue potenziali conseguenze, nonché ad avviare un dialogo con le autorità e gli attori politici lituani, ricordando loro che tale emendamento non sarebbe compatibile con gli standard europei in materia di diritti umani».

Un altro caso in cui giustamente bisogna esplicitare addirittura per bocca della Costituzione ciò che dovrebbe essere evidente. Un altro caso in cui l’UE vuole metter becco negli affari interni di una nazione minandone la sua sovranità. Un altro caso in cui la volontà di tutelare le unioni omosessuali omologandole al matrimonio mina i diritti umani.