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APOLOGETICA

La Bussola Mensile: un diritto comune per garantire la pace

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Nel mese di aprile la nostra rivista dedica il primo piano al tema del diritto internazionale: come è cambiato nel corso della storia e quali sono i fondamenti sempre validi? È la Dottrina sociale della Chiesa a ricordare i principi autentici alla base delle relazioni tra i popoli.

Editoriali 01_04_2026

La Bussola Mensile di aprile presenta alcune novità. La prima, di cui scrive il direttore Riccardo Cascioli, riguarda un piccolo cambiamento del prezzo della rivista: dopo due anni e mezzo si è reso necessario un aumento di 10 euro l’anno, appena 83 centesimi al mese, per far fronte alle diverse spese. I vantaggi però sono tanti, a partire dal fatto che La Bussola Mensile è l’unica rivista di apologetica che diffonde le ragioni della fede cattolica. Altre novità in arrivo sono un indice analitico dei primi 25 numeri pubblicati, che uscirà con il numero di giugno, e l’impegno per garantire un nuovo servizio postale più efficiente nelle consegne.

Il primo piano di questo mese tratta un argomento particolarmente importante: il diritto internazionale. Ma di cosa si tratta realmente, e soprattutto – scrive Diego Benedetto Panetta – il diritto internazionale è ancora uno strumento capace di governare la storia? È necessario comprendere su quali presupposti sia stato costruito lo ius gentium, e come la sua crisi sia simbolo di una civiltà che ha scambiato la giustizia con la forza e in cui lo Stato si proclama superiore all’ordine naturale.

Massimo De Leonardis descrive i diversi tentativi compiuti con l’intento di garantire la pace: nel XIX secolo furono istituite le prime Organizzazioni internazionali a carattere “tecnico”, mentre risale a dopo la Guerra Fredda la creazione della Società delle Nazioni. Nel 1945 nasce l’Organizzazione delle Nazioni Unite, rivelatasi inefficace a salvaguardare la pace mondiale durante la stessa Guerra Fredda, salvaguardata piuttosto dall’esistenza delle Alleanze contrapposte e dall’equilibrio del terrore.

La Chiesa – scrive Stefano Fontana – sostiene la necessità di un diritto comune che sia valido per tutti, conoscibile adoperando la retta ragione e scrutando la natura dell’uomo, nel rispetto del diritto proprio degli altri organismi naturali in cui si trova articolata l’unità del genere umano. Risultano quindi evidenti i principi della solidarietà e della sussidiarietà propri della Dottrina Sociale della Chiesa, senza dimenticare che alla base del diritto internazionale deve esservi il giusnaturalismo.

Riccardo Cascioli affronta il tema dell’ingerenza umanitaria, nuovo principio definito da Giovanni Paolo II durante la guerra nei Balcani. Tale diritto-dovere – spiegava il Papa polacco – si fonda su interessi che trascendono gli Stati, ovvero quelli della persona umana. Occorre ricordare infatti, che l’uomo viene prima dello Stato.

Al primo piano seguono gli articoli dedicati ai temi di bioetica, società, cinema, vita cristiana, liturgia, spiritualità e la consueta rubrica sui santuari mariani. Don Stefano Bimbi parla della quinta stagione della serie televisiva di The Chosen definendola più deludente rispetto a quella precedente, in particolare nella scena del Getsemani.

La realtà – e non una contro-ideologia – sta mettendo in discussione il mito del progresso. Lo spiega Francesco Giordano, alla luce di alcune ultime decisioni prese in Francia e negli USA, che dimostrano che qualcosa si è incrinato. A giudicare tali trasformazioni sono gli effetti concreti sulla vita delle persone, sulle relazioni e istituzioni fondamentali.

Tommaso Scandroglio scrive dell’inganno della transizione, spiegando come sia impossibile cambiare il sesso biologico di una persona, il quale è determinato dai suoi cromosomi: XY per il maschio e XX per la femmina. Dunque, il sesso genetico maschile e femminile è identitario della persona: come il corpo è fatto per quella specialissima e particolarissima anima, così anche la caratteristica sessuale della mascolinità e della femminilità sono fatte per quell’anima.

Nella rubrica dedicata ai santuari mariani, Maria Bigazzi parla del santuario di Montegrazie (Imperia), dedicato a Nostra Signora delle Grazie, cui è legata una mariofania avvenuta nel XIII secolo. Una storia, quella del piccolo borgo medievale ligure, fatta di fede, devozioni, arte e incursioni qui descritte e raccontate.

Cercare il divertimento estremo o trovarsi in uno stato di torpore esasperato sono la stessa forma di accidia, la quale – spiega Luisella Scrosati – oltre ad essere distorsione della realtà, è caratteristica evidente del tempo in cui viviamo.

I cinquanta giorni dopo la Pasqua che terminano con la domenica di Pentecoste, sono definiti da sant’Atanasio “una grande domenica”, in quanto rappresentano un’unica solennità, il tempo liturgico più importante dell’anno. Ne scrive don Nicola Bux sottolineando che la liturgia stessa afferma la risurrezione di Cristo nel suo vero corpo, messa in dubbio fin dai tempi apostolici.

Senza vita interiore, anche l’azione più legittima rischia di diventare un’agitazione sterile: è necessario mettere nell’ordine giusto – e non in opposizione – la contemplazione e il servizio. Un monaco del monastero francese di Le Barroux propone alcuni spunti per una regola di vita utile ai laici nel mondo.

Sul prossimo numero di maggio nuovi argomenti di attualità, approfondimenti su diversi temi, con un primo piano su Stato e famiglia e un nuovo santuario da scoprire: il santuario di Nostra Signora di Lourdes di Selvaggio, in provincia di Torino.



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