Koch celebra il 99° compleanno di Ratzinger, "homo festivus"
All'insegna della gratitudine, nel senso proprio – eucaristico e festivo – di rendimento di grazie le parole del cardinale tedesco su Benedetto XVI, ricordando il duplice anniversario della nascita e della rinascita battesimale.
Se il compleanno è di per sé occasione di gratitudine, vale anche quando il festeggiato ha già lasciato questo mondo. Ed è la gratitudine – nel senso proprio ed eucaristico di "rendimento di grazie" – il filo conduttore dell'omelia del cardinale Kurt Koch durante la Messa celebrata ieri, 16 aprile, nella Basilica vaticana, a 99 anni esatti dalla nascita di Benedetto XVI e con lo sguardo rivolto al centenario del prossimo anno.
«Ripensando alla sua vita il suo compleanno è ancora di più motivo di profonda gratitudine», ha sottolineato il porporato tedesco. «La sua biografia e la sua opera teologica sono la chiara testimonianza del fatto che l'uomo non è primariamente, come l'antropologia moderna lo ha definito in modo riduttivo, un essere “agente”, homo faber, ma piuttosto un essere grato, homo festivus» (Koch non lo cita espressamente, ma in queste parole si colgono echi di un altro grande tedesco ben noto a Ratzinger, il filosofo Josef Pieper). «Joseph Ratzinger con la sua vita ci ha mostrato che siamo tutti chiamati a vivere come persone grate, più precisamente come persone “eucaristiche”», specifica il cardinale, «che nel grande rendimento di grazie della Chiesa, la Santa Eucaristia, sono così profondamente radicate in Cristo risorto, che tutta la loro vita può diventare una preghiera eucaristica».
Gratitudine doppia essendo duplice l'anniversario, quello della nascita naturale e quello della rinascita al fonte battesimale, che lo stesso Benedetto XVI così rievocava : «Ho sempre considerato un grande dono della Misericordia Divina che la nascita e la rinascita siano state a me concesse, per così dire insieme, nello stesso giorno, nel segno dell’inizio della Pasqua. Così, in uno stesso giorno, sono nato membro della mia propria famiglia e della grande famiglia di Dio». Sono le sue stesse parole, tratte dall'omelia in occasione degli ottant'anni compiuti nel 2007, che Koch cita alla lettera, spiegando «che per noi cristiani la nascita naturale e la rinascita battesimale sono inscindibilmente legate e ci offrono così una dupllice famiglia», quella «in cui nasciamo come esseri umani» e «la Chiesa in cui rinasciamo come figli di Dio» ed entrambe «interconnesse e interdipendenti». Con la sua vita «Joseph Ratzinger ha testimoniato questa bellezza della nascita e della rinascita» che manifesta «il mistero della vita cristiana».

